Aborto: i medici obiettori sono il 90% in alcune Regioni

Nov 11, 14 Aborto: i medici obiettori sono il 90% in alcune Regioni

Molte le donne che per i più svariati motivi si trovano nella condizione di dover interrompere una gravidanza; e abortire è un diritto, ma che a dirla tutta nel nostro Paese è sempre più difficile vantare, essendo complicato avere la giusta assistenza in caso si voglia abortire.
Aborto: i medici obiettori sono il 90% in alcune Regioni , sicchè interrompere una gravidanza per una donna è sempre più difficile e se non si intende proseguire la gestazione, è costretta ad emigrare in un’altra regione, se non addirittura ad uscire dai confini nazionali italiani.
foto-abortoUna condizione che Silvana Agatone, presidente della Laiga, ossia Libera associazione italiana dei ginecologi per l’applicazione della legge 194, ha così commentato:
“In alcune zone come Lazio, Campania, provincia di Bolzano i medici obiettori sono oltre il 90%, e questo spesso costringe le donne ad andare in un’altra regione per le interruzioni nei primi tre mesi” quindi ha aggiunto che “solo il 64% degli ospedali italiani è disponibile, mentre la legge prevedrebbe che fossero il 100%. Per quelle superati i 90 giorni, che si fanno in presenza di gravi patologie del feto o rischi per la mamma, le strutture disponibili sono molte meno, e cominciano i pellegrinaggi che portano addirittura all’estero”.
Una situazione che se è vero che da una parte c’è un medico che ovviamente non può essere costretto a praticare l’aborto, dall’altra vede comunque una pubblica struttura, che dovrebbe garantire che durante il turno di un obiettore, ci sia sempre e comunque un non obiettore, in grado di rispondere all’eventuale richiesta di interruzione di gravidanza di una paziente. In tal modo, non ci saranno problemi né per i medici e neanche per le donne.
foto-abortoUna situazione problematica, per far fronte alla quale, la Laiga ha inaugurato una rete nazionale di avvocati, che aiuterà le donne che hanno purtroppo avuto difficoltà nell’accesso all’interruzione di gravidanza, ma che tutelerà anche le scelte degli operatori su tutto il territorio nazionale, pronti a seguire l’iter di eventuali denunce nei confronti dei ginecologi e del personale non obiettore.
Un primo passo verso il rispetto della legge ma anche delle diverse opinioni e posizioni.
.
La Redazione


Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

CAPTCHA *