Acquaticita’ e sicurezza: al via la campagna 2013

Lug 03, 13 Acquaticita’ e sicurezza: al via la campagna 2013

Anche quest’anno ha preso il via la campagna Acquaticità e sicurezza, patrocinata dal Ministero della Salute, che dal 2009 si occupa di informare ed educare le famiglie con bambini da zero a 12 anni. Lo scopo è quello di educare i bambini ai pericoli dell’acqua.

Le regole da seguire sono poche ma importanti: è facile che il bambino possa incorrere in incidenti che rischiano il pregiudicare il suo rapporto con il mare, quindi la prevenzione e la guardia è importante che siano sempre alte.

foto-acquaticità..Va detto quindi, che il bambino deve prendere confidenza con l’acqua, se è possibile, ancora prima di scendere in spiaggia e tuffarsi al mare. E’ suggeribile quindi “caldamente”, far frequentare un corso di nuoto in piscina durante l’inverno, ma se non è possibile, è opportuno aiutarlo a gestire l’apnea, magari durante il bagnetto, spruzzandogli un po’ di acqua sul viso, per iniziare, anche se la situazione non sarà la stessa della spiaggia. Fondamentale quindi, sorvegliare sempre i bambini, anche se è presente il servizio di salvataggio.

E’ importante poi, che i bambini vengano lasciati da soli a fare il bagno solo se il mare è calmo, pur restando ad una distanza “minima” e senza mai perderli d’occhio (le correnti di risacca sono sempre in agguato, pronte a risucchiare il piccolo in mare aperto), neanche per un secondo, essendo peraltro pronti nel caso, ad intervenire o a chiamare i soccorsi se ce ne fosse bisogno.

foto-acquaticità.Se il bimbo appare stanco o confuso, non bisogna trasmettergli ansia, o peggio, assillarlo con le domande: prenderlo in braccio e portarlo a riva in modo che si possa riprendere. Attenzione infine, alle regole basilari: mai permettere il bagnetto subito dopo mangiato e durante le prossime tre ore, in modo da permettere la digestione ed evitare la congestione. Fargli attendere prima di bagnarsi se ha bevuto una bibita ghiacciata o una granita. Se il bambino sembra insicuro, si può provare a fargli indossare dei braccioli, magari sgonfiandoli leggermente se si vuole far impratichire il bambino nel galleggiamento e nel nuoto.

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di Elisabetta Coni


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