Affido e adozione: il padre adottivo

Mar 19, 13 Affido e adozione: il padre adottivo

L’attesa che non divide…

Quando si scopre di aspettare un figlio è una gioia immensa, un cammino di vita che continua, la fusione di due corpi che guidati dall’amore, sotto la volontà di Dio ricevono il dono più bello di diventare famiglia … e non puoi fare a meno di essere felice. Ma la felicità di godere meravigliosamente di quel dono viene riservata per lo più alla donna alla futura mamma, e lei che potrà vivere nove mesi, in un contatto diretto di continue emozioni … il padre potrà solo indirettamente gioire di tutto ciò, in un certo senso si sentirà un po’ escluso.

E il padre adottivo? Qui le cose cambiano…

foto papà bimboLa scoperta di non poter avere figli ti fa in primo momento crollare nel buio. E’ come trovarsi un muro davanti che ostacola quel cammino prestabilito … si vive quasi come un lutto … il tuo patrimonio genetico termina li … non ci saranno figli sul quale riconoscere se stessi … ma una volta preso coscienza e fatto il problema di sterilità qualcosa di coppia e non del singolo individuo, nel rispetto reciproco si apre una nuova strada, che in un modo speciale, diverso, fa nascere una famiglia, dove ognuno, perso nel buio ritrova la luce.

Essere padre adottivo è un po’ essere speciali, la speranza, la naturale voglia di trasmettere il proprio patrimonio genetico si annulla divenendo spazio di accoglienza, prendendo quel piccolo estraneo che riconosce come figlio, sulle ginocchia dalla terra in cui è stato depositato una volta uscito dal ventre materno, lo eleva, gli conferisce il proprio nome, se ne assume la responsabilità, creando un legame unico che attraversa la pelle fino all’anima, nel momento in cui da uno sguardo , un abbraccio nasce un meraviglioso senso di appartenenza.

foto papa bimboLui impara a chiamarti papà, così come gli hanno detto e tu lo chiami figlio, ma in un primo momento quelle parole saranno vuote, avranno bisogno di tempo per riempirsi di significato, di amore, mettendo da parte quella naturale differenza che ostacola il cammino da fare insieme, con emozioni, timori, gioie che si alternano giorno per giorno, riuscendo a staccare dal ruolo di padre/educatore, a capire a vedere, a vivere il percorso di adozione da parte del bambino,dove le paure di non essere all’altezza di padre, vengono messe da parte per lasciare spazio al diritto del bambino ad avere una famiglia, due genitori adulti e consapevoli del passo che stanno facendo.

Auguri a tutti i Papà … agli uomini che hanno saputo accogliere con amore e intelligenza un bambino con cui costruire un legame che avrà bisogno di tanto coraggio … che di sicuro sarà caratterizzato da valori che vanno oltre ogni somiglianza fisica.

Di Nadia Loccisano


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