Autismo e disabilità: nato il primo complesso residenziale per persone sole

Ago 22, 13 Autismo e disabilità: nato il primo complesso residenziale per persone sole

Tra le domande che si pongono i genitori che hanno un figlio con disabilità psichica è: che ne sarà di nostro figlio dopo di noi? Una domanda dolorosa a cui ora è possibile dare un risposta, questo grazie alle famiglie Fornino e Valmori di Forlì. Anche loro, amici di vecchia data e con un ragazzo con disabilità psichica in famiglia, si sono posti questa domanda e ne è sorto il desiderio di riservare un futuro dignitoso ai propri figli.

Così, grazie ai loro sforzi, non solo personali ma anche economici, il 28 di settembre a Fratta Terme, un paesotto in provincia di Forlì, tra Forlimpopoli e Bertinoro, sarà inaugurato un complesso residenziale per persone con autismo e con disabilità psichiche rimaste senza famiglie. Insomma quello che era un loro desiderio personale è divenuto un bene per tutta la comunità.

foto-centro-autismo.Questo, che è il primo centro del genere in Italia, non offrirà solo servizi residenziali, ma anche attività diurne, con laboratori che aiutino i ragazzi ad affrontare la quotidianità, da fare la spesa, alla pulizia personale.

Fornino, uno degli ideatori di questo progetto racconta: “Tanti anni fa  quando mi sono trovato di fronte al disagio psichico di mio figlio, non ho trovato soluzioni concrete ai miei bisogni. La mia preoccupazione era: e dopo di noi? Quando non saremo più in grado di occuparci di nostro figlio?”. Così, insieme ad Otello Valmori, nonno di un ragazzo autistico, hanno dato forma a questo progetto residenziale che comprende ben 22 ettari di terreno e 2 strutture abitative,  “dove i ragazzi potranno soggiornare assieme alle loro famiglie e partecipare alle nostre attività”, i cosiddetti “soggiorni di sollievo e di autonomia”.

E’ inoltre presente un ristorante biologico “aperto a tutti e non solo ai residenti” ed impianti sportivi, sempre per tutti, con campi di calcio, di basket ed una palestra. Uno spazio, invece, sarà dedicato all’Aba, l’Analisi del comportamento applicata, considerata una delle tecniche più efficaci per aiutare i bambini autistici e problemi psichici. In ambito strettamente medico comprende degli ambulatori con personale medico sempre a disposizione. Infine è presente una sala convegni, un maneggio e la promozione di attività agricole.

A parlare di questa straordinaria struttura è Pietro Berti, direttore del complesso

 E’ un sogno che diventa realtà grazie alla generosità di due famiglie oggi è nato un servizio per tutta la collettività. I fondi necessari a costruire il complesso, infatti, sono tutti privati. I Fornino erano allevatori di polli, i Valmori erano proprietari di un mangimificio: entrambi hanno devoluto i terreni delle loro aziende alla Fondazione che oggi porta il loro nome, e hanno speso gran parte dei loro risparmi per costruire o ristrutturare le strutture. Dopo due anni e parecchi grattacapi burocratici, in quanto abbiamo avuto qualche difficoltà a ottenere i permessi possiamo dire “di avercela fatta”: il centro è pronto per l’inaugurazione e presto ospiterà fino a 20 persone. In realtà qui con noi ci sono già tre ragazzi, e ne aspettiamo un quarto in autunno. Ma diciamo che il taglio del nastro, quello ufficiale, sarà dopo l’estate”.

Ancora il direttore Berti ha precisato

foto-disabili“In Italia  sono molte le famiglie che hanno questo stesso problema, ossia garantire ai propri figli un futuro anche quando loro non ci saranno più. Garantire un ‘dopo di noi’, insomma. La priorità è quindi integrarli nella società, insegnare loro a essere autonomi e autosufficienti. E su questo abbiamo lavorato molto, offrendo a tutti la possibilità di iscrivere i propri figli a corsi studiati su misura per colmare un certo tipo di lacune. Abbiamo laboratori di avviamento al lavoro, specialisti a disposizione di ragazzi e famigliari con consigli utili ad accompagnarli in questo percorso: cerchiamo di fare in modo che il soggiorno qui sia come una vacanza, all’insegna del benessere e della famiglia”.

Una prerogativa del centro sarà quella di ospitare entrambi i genitori accanto ai loro bambini questo perché

“il contesto affettivo è fondamentale per i ragazzi. La scienza, da sola, non basta: l’amore dei genitori è un faro. Non si può sradicare il ragazzo dalla famiglia, la famiglia deve essere coinvolta in qualsiasi progetto riguardi i figli”.

Inoltre sono stati presi provvedimento speciali per quelle famiglie con difficoltà economiche, questo perché “chiunque deve avere la possibilità di accedere al nostro centro, qui tutti devono sentirsi i benvenuti”.

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2 Comments

  1. ilenja /

    Ho letto l articolo e mi ha fatto rabbrividire..una scelta umana e dignitosa per coloro che hanno un futuro incerto,perche in condizioni di disabilità. Mi complimento ancora e vi faccio un grosso in bocca al lupo. Usate pure la mia pag personale di fb e quella di giajo per qualunque info. Vi saluto cordialmente. A presto. Ilenja Lorusso

    • admin /

      Buona sera Ilenia, grazie di aver prestato attenzione al nostro articolo e del suo appoggio!
      E’ un immenso piacere ed una “spinta” importante per noi, essere supportati dal vostro sincero affetto.
      La ringraziamo anche dell’opportunità che ci offre, che indubbiamente coglieremo ed ovviamente ricambiamo!!!
      Un cordiale saluto … ed un abbraccio. La Redazione di Bambinizerotre

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