Autismo: la presente di animali in casa, migliora la comunicazione

Gen 08, 15 Autismo: la presente di animali in casa, migliora la comunicazione

Da tempo ormai è noto che lapet therapyè usata con successo in diversi tipi di disturbi dello sviluppo e della comunicazione; un successo che viene sottolineato da un nuovo studio pubblicato sulla rivista specializzata “Journal of Autism and Developmental Disorders”, benchè non si tratti di pet therapy “in senso stretto”.
La ricerca infatti è stata condotta mediante la rilevazione di dati statistici, in soggetti affetti da disturbi dello spettro autistico, nelle cui famiglie, era presente (o meno) un animale domestico; una semplice presenza in casa quindi, che migliora alcuni aspetti dei disturbi dello spettro autistico!
foto-cane-bambinoLo studio svolto presso l’Università Missouri-Columbia da Gretchen Carlisle e dai suoi ricercatori, ha infatti dimostrato che i bambini autistici, che hanno in famiglia e quindi in casa, un qualsiasi tipo di animale domestico, sono maggiormente propensi alle interazioni sociali, quali: presentarsi, fare domande e rispondere a quelle che sono loro poste.
Da tempo gli esperti si occupavano di approfondire gli effetti terapeutici di animali domestici sull’autismo, in relazione alla convivenza e in termini di attaccamento ed affetto; studi e ricerche che hanno visto un primo studio pubblicato a ottobre, che aveva rivelato correlazioni positive per l’affezione al cane ed uno più recente, estesa alla presenza di animali domestici di diverso genere, che hanno conseguito comunque benefici di pari valore.
Gretchen Carlisle ha intervistato 70 famiglie con un minore autistico, con età compresa fra gli 8 ed i 18 anni, ed ha rilevato che i bambini che avevano un cane hanno totalizzato punteggi medi più alti nelle abilità sociali con la scala standardizzata “Improvement system rating scale” e coloro che possedevano in genere, un qualsiasi animale domestico (cani inclusi) avevano un punteggio più alto nella sottoscala relativa all’asserzione.
Gli studiosi, che va precisato essere specializzati nella interazione uomo-animale, che operano presso un centro di medicina veterinaria, hanno altresì sottolineato che se il bimbo ha sviluppato un attaccamento verso l’animale, questi può essere usato quale mediatore della comunicazione, cioè il bimbo sarà più propenso a rispondere a domande che gli vengono poste sul suo animale domestico.
foto-bambina-caneD’altro canto è da considerare essere sicuramente vero che gli animali usano codici comunicativi preverbali, di immediato impatto sui soggetti con difficoltà di comunicazione verbale e che un frequente errore umano commesso coi soggetti autistici, è quello di reiterare una consegna verbale inascoltata (che continuerà a restare inascoltata), mentre di contro, avvicinarsi, toccare, condurre ed esemplificare il gesto o il comportamento desiderato, come invece fanno gli animali, può essere molto più efficace!
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La Redazione


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