Autismo: le nuove raccomandazioni del CNB

Ago 20, 13 Autismo: le nuove raccomandazioni del CNB

Favorire la formazione più specialistica degli insegnanti di sostegno nei diversi ordini e gradi dell’istruzione scolastica, la creazione di cooperative sociali che prevedano una percentuale di soggetti con disabilità. Inoltre, promuovere la creazione di centri diurni che favoriscano l’integrazione e attività lavorative, secondo programmi educativi-abilitativi personalizzati, in sinergia con i servizi di psichiatria.  Monitorare il sorgere di comunità protette per adulti con autismo grave, vigilando sulle garanzie date in merito alla qualità dei servizi, alla formazione del personale, all’organizzazione della struttura, al fine di assicurare la migliore qualità di vita e la maggiore autonomia possibile delle persone a cui sono destinate. Quindi, prendersi cura delle famiglie con persone con autismo attraverso politiche sociali ad hoc, garantendo loro sostegno assistenziale ed economico.

Sono queste le raccomandazioni conclusive del Comitato Nazionale di Bioetica sull’autismo.

foto-autismo.Il CNB ha infatti appena pubblicato un suo documento sull’autismo dal titolo Disabilità mentale nell’età evolutiva, il caso dell’autismo” con l’obiettivo di richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica su un settore complesso della disabilità che richiede non solamente l’impegno dei pediatri di base o specialisti, ma anche la strutturazione di una fitta rete di collegamenti stabiliti dagli stessi con neuropsichiatri infantili, psicologi, psichiatri, varie figure professionali socio-sanitarie operanti sul territorio, educatori e operatori scolastici, nonché una forte collaborazione con neurobiologi per l’avanzamento della ricerca e da ultimo (ma certamente in primo piano) con le famiglie, le Associazioni che le rappresentano ed il volontariato.

Inoltre, educazione speciale, secondo gli speciali bisogni educativi dell’alunno con disabilità, nella scuola di tutti. Per contemperare le due esigenze si prevedono sia la predisposizione, attuazione e verifica congiunta, tra scuola e sanità, di progetti educativi, riabilitativi e di socializzazione individualizzati, sia l’introduzione di insegnanti di sostegno, con adeguata formazione. Gravi sono tuttavia le carenze che si incontrano nella realizzazione di quanto previsto dal nostro ordinamento.

foto-cnbPer porvi rimedio si dovrebbe agire sull’organizzazione dell’intervento educativo-abilitativo nella scuola, in modo da contemperare le due istanze della specializzazione dell’intervento e dell’integrazione, istanze ambedue irrinunciabili per ogni alunno disabile, particolarmente difficili da conciliare nel caso di disabilità mentali come l’autismo. Diversi gli interventi che appaiono essenziali a tal fine e che vanno non solo ad agire sulla quantità del tempo, ma anche sulla qualità dell’intervento.

Possiamo distinguere alcune indicazioni di interventi rivolti a migliorare la qualità dell’offerta educativa per tutti gli alunni con disabilità e interventi specifici per gli alunni con autismo.

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di Elisabetta Coni


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