Babbo Natale: quando e come dire che non esiste

Dic 02, 14 Babbo Natale: quando e come dire che non esiste

Protagonista indiscusso della notte di Natale per tutti i bambini del mondo, che vede ogni bimbo trepidante di svegliarsi al mattino per correre sotto l’albero a scoprire i doni lasciati; quello di Babbo Natale è un mito sul quale molti genitori si interrogano, sull’età giusta alla quale dire la verità, relegando così alla fantasia ed al ricordo, il simpatico guidatore della slitta trainata dalle renne.
Ebbene, trattasi di un dilemma che vede protagonisti non pochi genitori, ai quali risponde Massimo Di Giannantonio, docente di Psichiatria all’università D’Annunzio di Chieti, precisando che, una prima scrematura viene fatta dall’età:
foto babbo natale“La risposta non è univoca.” precisa il docente e prosegue “Sicuramente una discriminante valida è l’età”.
Secondo gli esperti infatti, il bambino realizza già da solo e senza bisogno di una netta presa di posizione dei genitori, che il famoso Babbo Natale è un’illusione fantastica e che non esiste alcun vecchietto al Polo Nord – con tanto di elfi – in grado di far arrivare nelle case dei bambini di tutto il mondo, nel tempo record di una notte, i regali chiesti da milioni o per meglio dire, miliardi di bimbi. Un addio quello a Babbo Natale che gli esperti dicono, avviene in genere intorno ai 5-7 anni, in quanto prima, i più piccoli sono sostenuti dal pensiero magico ed a riguardo, sottolinea Di Giannantonio, essere fondamentale il fatto di non precludere i tempi:
“non bruciare le tappe” e quindi spiega “e lasciare che il rito dei regali che si materializzano sotto l’albero si ripeta. “.
Al contrario, si può quindi dire con certezza, che bisogna porsi il problema di rivelare la non esistenza di Babbo Natale, quando il bambino ha raggiunto ormai un’età in cui è davvero difficile continuare a credere in lui, senza incorrere nello scherno e/o nelle critiche dei propri amici e dei compagni di giochi; il rischio in tal caso, è che dietro all’ostinazione i difendere il mito di Babbo Natale, come fa sapere l’esperto Di Giannantonio:
“Ci sia la voglia di restare ancorati alla fantasia, rimandando il confronto con quella che è la realtà” quindi spiega che “superati i 9 anni” la presenza di Babbo Natale aggiunge “diventa un segnale di infantilizzazione, immaturità, educazione incompleta”.
Come sottolineano gli esperti, va bene usare simboli nella sfera affettiva, con un timing preciso, m è importante fare attenzione a che “la cosasia opportuna, come spiega lo psichiatra, che definisce Babbo Natale:
un referente simbolico interessante e utile a rafforzare l’atmosfera emotiva del Natale per il bambino e la sua famiglia” e quindi consiglia ai genitori, di “evitare bruschi scontri con la realtà. Non si mandano i sogni di un bimbo in frantumi soprattutto quando, fino a quel momento, si è fatto credere con grande intensità a una fantasmagorica figura di tipo trascendentale, metafisico e metapsicologico”.
foto babbo nataleInsomma quindi, tanto più il piccolo è attaccato alla figura di Babbo Natale, tanto più esiste la possibilità di un trauma, di una brusca verità, che potrebbe causare contraccolpi a livello emozionale al bambino, motivo per cui, il suggerimento è di usare estrema prudenza e morbidezza!
A differenza, se invece nell’ambiente familiare si è da sempre dato poco peso al personaggio di Santa Claus, conclude l’esperto:
“il trauma sarà minore.” benchè “ È comunque importante che i bimbi realizzino da soli qual è la verità. Nell’attesa, meglio non creare situazioni conflittuali in cui un genitore offre una visione realistica e l’altro prolunga il sogno di un mondo abitato da elfi, renne e un caro vecchietto carico di regali”.
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La Redazione


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