Bambini: come prevenire e curare il mal d’auto

Ago 07, 13 Bambini: come prevenire e curare il mal d’auto

Eccoci alla settimana di vacanza per antonomasia, e la maggior parte dei viaggiatori si metterà in macchina, sotto il caldo sole … o le stelle non si sa ma partiranno … Il problema di non sarà il traffico, ma il mal d’auto dei bambini. Come si può prevenire questa situazione? La prima cosa da fare è partire con la macchina fresca e nelle ore meno calde.

I bambini, anche se non ci sono curve che provocano i malori, spesso si sentono male per la vibrazione, ma anche per la stanchezza. Il metodo migliore è quello di viaggiare di notte, sperando che il bimbo dorma, ma solo se si è guidatori esperti e solo dopo aver fatto una bella dormita (i colpi di sonno sono sempre in agguato). Poi è importante cercare di prevenire la chinetosi.

foto-bimbi-mal-d-auto..Quali sono i sintomi con cui compare? Sono identici a quelli degli adulti: pallore, sudorazione, mal di testa, nausea e infine vomito, a volte inarrestabile. È davvero tremendo. Un consiglio: mai leggere e salire a in macchina dopo aver già mangiato. Al massimo, si può fare un pasto secco e leggero, come del pane, un grissino o qualche snack secco (come la radice della liquirizia). Mai dare al piccolo latte, cioccolato, minestrine, pappine, perché è assodato che li rigetterà dopo poco tempo.

Anche se è un liquido, l’acqua è fondamentale in questi casi si può somministrarla in piccoli sorsi a temperatura ambiente, mai fredda. Un altro modo per prevenire la situazione è da ricercare attraverso l’omeopatia o in farmacia. In questo caso, meglio consultare un medico esperto in omeopatia, andare in una farmacia omeopatica o chiedere consiglio al medico curante o al farmacista.

foto-bimbi-mal-d-autoSpesso si cade in errore di pensare che tutti siano preparati su questo tema: non è così e non è neanche vero che le piante non siano nocive, quindi partendo dal presupposto che sono più salutare dei farmaci, è anche indicato trovare un prodotto adatto al bimbo e dosarlo correttamente.

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di Elisabetta Coni


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