Bambini e influenza, la sindrome della campanella

Ott 28, 14 Bambini e influenza, la sindrome della campanella

La scuola è iniziata ormai da più di un mese – a seconda dell’istituto – ed è quindi purtroppo tempo di unamalattiaforse vecchia quanto il mondo, la cosiddetta “sindrome della campanella”, della quale già le nonne delle nostre nonne parlavano e che vede ammalarsi i bambini ed i ragazzini appena comincia la scuola. Ma cos’è? Di cosa si tratta? E soprattutto, come si cura?
Bambini e influenza, la sindrome della campanella è una serie di disturbi che colpiscono con il ritorno alla vita di comunità, in un insieme di virus respiratori che attendono all’uscio di scuola proprio i più piccoli, tra tosse, raffreddore, respiro “a fischietto”, febbre e riacutizzazioni di bronchiti asmatiformi.
Insomma proprio un bel quadretto di disturbi che complice il freddo improvviso, ha molte probabilità di verificarsi se non si sono prese per tempo le opportune precauzioni e se non si sono rafforzate a dovere le difese immunitarie dei bambini.
foto-sindrome-campanellaE proprio a riguardo, Eugenio Baraldi, dell’Unità di Pneumologia e Allergologia Pediatrica Dipartimento Salute Donna e Bambino dell’Università di Padova, spiega che il primo episodio di malattia può presentarsi già dopo 2 o 3 settimane di ripresa della scuola e che un bimbo che frequenta l’asilo o la scuola primaria, viene colpito frequentemente da infezioni respiratorie causate da rinovirus o virus simili con il cosiddetto “respiro a fischietto”.
Ma cosa fare quindi nel caso dei primi malanni? Ecco alcune regole e consigli degli esperti per mamma e papà:

  • fare particolare attenzione se il bimbo soffre spesso di tosse, raffreddore e respiro “a fischietto”;
  • con l’aiuto della memoria, cercare di ricordare quante volte l’anno scorso è rimasto a casa per questi disturbi;
  • dopo un episodio di malattia, evitare di riportare subito il bimbo a scuola ma se possibile, lasciarlo per qualche giorno a casa;
  • fare attenzione se dopo uno sforzo, ossia dopo una corsa, un pianto prolungato o una risata, respira “a fischietto”;
  • limitare per quanto possibile la presenza nella cameretta del bimbo di peluche, tende e tappeti, inoltre coprire materassi e cuscini con gli appositi tessuti di protezione, controllare che non compaiano muffe sulle pareti e prediligere materiali a bassa emissione di inquinanti chimici per arredamento e finiture;
  • foto-sovrappesobandire assolutamente il fumo passivo e persino quello di “terza mano”;
  • scegliere per il proprio bambino uno sport che sia adatto alle sue caratteristiche;
  • prestare molta attenzione alla bilancia, in quanto il sovrappeso e l’obesità sono nemici dei bambini e possono influire negativamente sulla respirazione;
  • prediligere la dieta mediterranea, ricca di pesce, vegetali, frutta, verdura, grano e olio extravergine di oliva;
  • consultare per dubbi o problemi il proprio pediatra di fiducia e seguire i suoi “consigli”.

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La Redazione


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