Bambini: il significato degli scarabocchi

Lug 24, 13 Bambini: il significato degli scarabocchi

Gli scarabocchi non sono soltanto dei segni di pennarello sul foglio fatti dai bambini, i quali sono ancora troppo piccoli per saper disegnare. In realtà è bene che tutte le mamme ed i papà sappiano, che gli scarabocchi non sono fogli da cestinare, ma contengono tantissime informazioni, come i loro sentimenti, gli stati d’animo e i loro desideri.

Secondo la grafologa Candida Livatino, è importante infatti osservare la posizione di questi disegni, in quanto si può capire il loro mondo interiore.

Se il disegno si trova posizionato al centro del foglio esprime il suo naturale egocentrismo, la voglia di farsi notare e di ricevere attenzioni e complimenti.

foto-scarabocchiSe invece si trova in uno degli angoli del foglio indica la sua sensazione di estraneità rispetto all’ambiente che lo circonda.

Se lo scarabocchio  è spostato nella parte sinistra del foglio  significa che vuole rimanere attaccato alla mamma, ritornare nella sua pancia.

Viceversa, se è spostato nella  parte destra,  evidenzia la sua voglia di crescere, di esplorare il mondo, di avere tanti amici.

Allo stesso modo è importante osservare il tratto.

Se è scorrevole, senza arresti, significa che il bambino vive gli affetti in maniera serena. E’ un’entusiasta e si inserisce con estrema facilità in ambienti nuovi come nell’asilo nido. Saprà socializzare ed entrare in contatto, in maniera spontanea con gli altri bambini.

foto-scarabocchi.Se il tratto è irregolare, significa che non vuole staccarsi dalla famiglia ed ha paura a relazionarsi con persone che non fanno parte del suo nucleo familiare. Sarà un bambino che faticherà a socializzare e ad adattarsi a nuove situazioni. La sua paura di staccarsi dalla famiglia fa sì che percepisca l’asilo come un modo per allontanarlo da casa.

Ovviamente è bene comunque tener presente che la grafologia non è il Vangelo, quindi non bisogna spaventarsi se il bambino disegna con tratto irregolare, o altro …  L’importante, se succede, è capire i suoi problemi e cercare di aiutarlo, anche arrivando a consultare uno specialista. Basta osservarlo come si comporta con gli altri bambini, oppure affidandogli piccole mansioni per renderlo autonomo in maniera graduale e non traumatica.

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di Elisabetta Coni

 


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