Bambino autistico in classe: i genitori tolgono i figli dalla scuola

Set 24, 13 Bambino autistico in classe: i genitori tolgono i figli dalla scuola

Bambino autistico in classe: i genitori tolgono i figli dalla scuola. E’ di questi giorni un fatto di cronaca che ha letteralmente scandalizzato tutti: aMugnano di Napoli le famiglie di 6 bambini  hanno deciso di ritirare i loro bambini da scuola perché in classe c’era un bambino affetto da autismo.

La vicenda ha scatenato non poche polemiche mentre, dal canto suo, il dirigente dell’istituto, la scuola elementare “Sequino“, ha richiesto la presenza di ulteriori insegnanti di sostegno con l’intento di risollevare la questione e portare alla normalità le lezioni.

Molteplici sono state le dimostrazioni di sostegno per la famiglia del bambino autistico tra cui quella del ministro della Scuola Maria Chiara Carrozza la quale afferma, in merito all’appoggio dimostrato nel confronti del dirigente scolastico:

foto-bimbi-scuolacon il quale  ho un appuntamento telefonico domani per approfondimenti” ed ha precisato “Vogliamo capire meglio quello che è accaduto ma la soluzione non può essere quella di cambiare sezione perché c’è in classe uno studente disabile. Questi sono episodi spiacevoli sui quali servirebbe anche un serio dibattito pubblico perché certi comportamenti danneggiano gli italiani e la scuola tutta“.

I genitori del bimbo affetto da autismo, rammaricati per l’accaduto affermano che con alcuni bambini compagni di classe, aveva già condiviso la scuola materna ma ilproblemasembra essere sorto da altre famiglie che a gran voce hanno chiesto al dirigente scolastico dell’istituto Maria Loreta Chieffo, di trasferire i propri figli in un’altra sezione. Ovviamente la dirigente si rifiuta in quanto mancano dei motivi validi per poter giustificare una tale migrazione, ma d’altro canto, non può rifiutare il nulla osta per il trasferimento in un altro istituto.

foto-autismoMa come si giustificano i genitorifuggitivi“? In primo luogo attaccano le discriminazioni riportate dai giornali ma sottolineano che il loro gesto è dovuto esclusivamente alla preoccupazione che il normale iter del programma scolastico dell’anno venisse fuorviato per la presenza in classe di un bambino con disabilità. Niente di più.

Bambino autistico in classe: i genitori tolgono i figli dalla scuolaIl direttore scolastico regionale Diego Bouchè. ricevuta la relazione dal dirigente scolastico della scuola elementare ha semplicemente affermato:

La scuola è integrazione, è vivere tutti insieme e bene ha fatto la dirigente scolastica a non acconsentire al trasferimento in altre sezioni degli alunni” e si dice  “disponibile ad autorizzare altri docenti di sostegno se me ne verrà documentata la necessità, sempre nell’ottica di venire incontro alle esigenze della scuola“.

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di Anna Chianese

 


2 Comments

  1. La verità???
    perchè, avendo la fortuna di avere un figlio “sano”, prevale l’ignoranza, l’insensibilità, la negazione della realtà? L’autistico è chiuso in se stesso, non crea problemi o fastidi agli altri, non rallenta le attività didattiche, non interagisce con chi lo rifiuta, x questo si chiude nel suo mondo. In tal modo si difende, si difende dalla cattiveria, dal non sapere e dall’ottusità di chi non vuol saper vedere che altri hanno rovinato la scuola. La scuola non è quella che crediamo, non è più una scuola. Ma i genitori non lo sanno.

    • Buona sera Marinella,
      grazie anzitutto dell’attenzione al nostro articolo e del commento.
      Ha perfettamente ragione quando dice che un bambino affetto da disturbo dello spettro autistico non interagisce con chi lo rifiuta – e purtroppo talvolta non solo da queste persone – x questo si chiude nel suo mondo ed indubbiamente non rallenta le attività didattiche e quello che è il programma scolastico.
      Purtroppo però quello che non si conosce spesso spaventa ed allontana, mentre sarebbe indubbiamente buona norma conoscere … quanto meno provarci e mostrare umanità e rispetto!
      Si dice che “il tempo cura le ferite …” speriamo che riesca anche a far capire …
      Un abbraccio.

      La Redazione
      di Bambinizerotre

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