Bergamo: vietato il presepe a scuola, è protesta

Dic 09, 14 Bergamo: vietato il presepe a scuola, è protesta

Notizia che riportiamo dal “Corriere della sera di Bergamo”, che fa sapere come all’Istituto De Amicis di Celadina, a Bergamo, ove gli studenti stranieri sono il 30%, quest’anno il Preside, abbia vietato il presepe a scuola per questo Natale, considerandolo una tradizione che può discriminare.
Una decisione che ha fatto scoppia la protesta dei genitori degli alunni, che considerano la decisione del Dirigente Scolastico, Luciano Mastrorocco, un’assurdità ed il fatto di mettere tra banchi e lavagne il presepe, la capanna con Gesù Bambino e i Re Magi, una tradizione che non offende nessuno.
foto-presepeUna posizione, quella del Dirigente Scolastico, Luciano Mastrorocco, dovuta però ad una posizione e ad un’idea ben precisa, come dalle sue parole:
La scuola pubblica” fa sapere e spiega “è di tutti e non va creata alcuna occasione di discriminazione. In classe ognuno può portare il proprio contributo, ma accendere un focus cerimoniale e rituale può risultare soverchiante per qualcuno, che potrebbe subire ciò che non gli appartiene. Non sono l’anticristo, ma questo è l’orientamento che ho dato all’Istituto da otto anni, quando sono arrivato qua”.
Una situazione ed una decisione che però, secondo i genitori, non era prevista l’anno scorso, ove almeno in una classe, il presepe era stato fatto, senza dare troppo nell’occhio; mentre quest’anno, un’insegnante sembra, prima di procedere alla realizzazione del presepio, abbia voluto chiedere prima il benestare al Preside, che però ha detto di no. Ma ecco a riguardo, cosa ha inteso chiarire il Preside:
“A me non risulta che l’anno scorso sia stato fatto un presepe” ha fatto sapere ed ha continuato “Era stato allestito nell’atrio un villaggio agreste, per ricordare che siamo un’unica razza. È stato un modo per rispettare tutti: in questa scuola la percentuale media di studenti non italiani rasenta il 30% e, in alcune classi, ha picchi che si avvicinano al 50%. Le insegnanti sono d’accordo sul non fare alcun presepe tradizionale e l’unica lamentela è arrivata da un genitore. La favoletta che la cultura europea è figlia di tante cose, tra cui il cristianesimo, non sta più in piedi. A scuola non ci devono essere simboli che dividono”.
Una decisione quella del Preside, che ha portato inevitabilmente alla fatidica domanda: e il crocefisso? Ed ecco la risposta del Preside:
Quello resta appeso ai muri” ha fatto sapere il Preside “perché se lo tolgo se ne fa una questione di Stato e ho cose più importanti di cui occuparmi”.
Domande poste al Preside Mastrorocco, da Andrea Camozzi, rappresentante di classe di una 3a elementare, che fa sapere al “Corriere della sera di Bergamo” di aver sollevato la questione, considerando importante il divieto, come da sue parole:
foto-crocefisso“Questo divieto, pur legittimo, mi pare assurdo. È giusto far crescere i figli secondo il nostro credo, poi da grandi saranno liberi di scegliere se seguirlo oppure no.” quindi prosegue “Scriverò a tutti i genitori, per chiedere cosa ne pensano: il preside però mi ha detto che non cambierà idea, anche se la richiesta di fare il presepe dovesse arrivare dalla maggior parte dei genitori.” quindi ha concluso “Peccato, perché le nostre tradizioni andrebbero tutelate”.
Un parere quello del signor Andrea Camozzi, condiviso anche da altre mamma e papà, tanto che sembra alcuni abbiano proposto di organizzare anche una petizione; genitori contrari tra cui pare esserci il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Fabio Gregorelli, che ha fatto sapereIl presepe non offende nessuno.” ed ha proseguito “Vietarlo a scuola è un’assurdità.”.
Non resta quindi che attendere eventuali risvolti del caso; ma voi cosa ne pensate?
.
La Redazione


Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

CAPTCHA * Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.