Come fare ad abbassare la febbre dei bambini

Lug 17, 14 Come fare ad abbassare la febbre dei bambini

Come fare ad abbassare la febbre dei bambini. Ogni genitore sa perfettamente che i bambini si ammalano molto spesso, e questo accade per molteplici ragioni. Vuoi per un’alimentazione scorretta, carente di proteine, vitamine e fibre di cui necessita l’organismo, vuoi per gli ambienti particolari nei quali vivono e trascorrono le giornate, in particolare la scuola dove, in compagnia di altri bambini, si assiste a un’enorme proliferazione di germi e batteri.

Alimentazione e idratazione

foto-febbre-fambinaIn rete è possibile trovare tantissime info utili su come fare ad abbassare la febbre dei bambini (come possiamo vedere qui), ma da sempre, i consigli e i rimedi casalinghi sono sempre e comunque un’ottima strada da seguire. Prima di tutto, è indispensabile idratare continuamente il bambino, poiché con la febbre e l’alta temperatura tendono a perdere molti liquidi che vanno reintegrati. Un altro fattore molto importante in questi casi è l’alimentazione, che deve essere adeguata alle esigenze. Diverso è il caso in cui il bambino manifesti chiari sintomi di malessere associati alla febbre, ad esempio vomito e diarrea. Nel caso dovessero presentarsi questi sintomi, è consigliabile somministrare al bambino delle soluzioni di sali minerali, spesso vendute in bustine con un contenuto granulare da sciogliere in un minimo d’acqua, ma disponibili anche in formato liquido, comodi da ingerire. Queste costituiscono una valida alternativa alla soluzione granulare, a seconda delle preferenze dei genitori e del bambino stesso, nel caso in cui una delle due dovesse provocare senso di nausea. Nel caso in cui sia particolarmente ostico somministrare un farmaco per via orale, a causa dei motivi sopra citati, è possibile ricorrere alla via rettale, la quale però, è bene saperlo, non è la prima soluzione consigliabile, poiché questo rimedio non garantisce un corretto assorbimento del farmaco e potrebbe rendere difficile seguire la cura adeguata. Questa soluzione è quindi consigliabile soltanto in casi estremi, nei quali il vomito persista nel tempo e ci si dovesse vedere costretti a intervenire in altro modo.

La persistenza dei sintomi febbrili e i farmaci adatti

Nel caso in cui la febbre dovesse persistere o se i sintomi dovessero rivelarsi particolarmente forti, potrebbe essere consigliabile ricorrere al consulto del medico di famiglia, nello specifico – trattandosi di bambini – del pediatra, che valuterà attentamente la situazione del bambino, ne trarrà le opportune conclusioni e saprà di certo consigliarvi per il meglio, prescrivendo dei medicinali antifebbrili e terapie adeguate. Attenzione, però, perché – ed è opportuno ricordarlo – l’alta temperatura non è l’unico elemento da monitorare, anzi, un repentino abbassamento della temperatura potrebbe rivelarsi addirittura più dannoso per la salute del piccolo. Questi farmaci (di solito a base di paracetamolo) sono progettati per tenere sotto controllo la febbre, abbassandola in modo graduale. Un consiglio molto importante è quello di monitorare costantemente la temperatura, evitando però di misurarla a brevi intervalli, dato che si potrebbero ottenere dei risultati falsati e quindi avere un effetto ansiogeno sui genitori, meglio sarebbe attendere almeno un’ora dalla somministrazione di un farmaco, in modo tale da poter valutare i progressi e il corretto decorso del malessere.

I rimedi tradizionali

Potrebbe verificarsi il caso in cui la somministrazione di farmaci antifebbrili non abbia prodotto risultati soddisfacenti per l’abbassamento della febbre. Solo in questi casi è bene ricorrere ai rimedi casalinghi tradizionali, i quali andrebbero però adottati come supporto ai rimedi medici e non come sostituti. In tali casi sarebbe opportuno utilizzare le classiche bende umide, da applicare sia sulla fronte del bambino sia sulle ginocchia o sotto le ascelle e nelle zone inguinali. Un errore comune è quello di utilizzare bende imbevute di acqua fredda o addirittura gelida, questo è assolutamente da evitare, dato che potrebbe avere un effetto contrario a quello desiderato. Molto più corretto è l’utilizzo di acqua tiepida, in modo tale da evitare uno shock termico per il corpo del febbricitante.


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