Come si effettua la diagnosi di scarlattina?

Lug 16, 14 Come si effettua la diagnosi di scarlattina?

Come si effettua la diagnosi di scarlattina? La scarlattina è una malattia esantematica ma la sua sintomatologia è caratterizzata da una fase pre esantematica che, appunto, precede l’eruzione cutanea.

Dire questo equivale a dire che la prima manifestazione della malattia non corrisponde con le bollicine rosse proprie dell’esantema ma con sintomi differenti che si manifestano quando la pelle è ancora “pulita”. Quali sono i primi sintomi della scarlattina?

foto-addome-bimbo-scarlattinaFebbre e mal di gola sono i primi sintomi caratteristici della patologia, le prime manifestazioni dell’aggressione batterica. Possono essere associate a nausea, vomito e spossatezza, nonché ad una accelerazione del battito cardiaco e a cefalee.

La scarlattina (dopo la fase dell’incubazione che ha una durata media di 3 – 5 giorni ed è asintomatica) esplode dunque con un innalzamento della temperatura corporea e con mal di gola, ingrossamento delle ghiandole nella zona del collo e una generica difficoltà di deglutizione.

Il medico, a fronte di questa sintomatologia e dopo l’osservazione del cavo orale potrà diagnosticare con certezza la scarlattina grazie alla pratica di un tampone faringeo.

Il tampone faringeo è un esame ambulatoriale e non invasivo, la risposta si ottiene in pochi minuti e dà al medico la certezza che nella gola del paziente si è annidato ed è attivo il batterio responsabile della scarlattina, ovvero lo streptococco beta emolitico A.

Il tampone si pratica solo in presenza di una sintomatologia tale da introdurre il sospetto che nella gola del paziente si annidi un batterio.

Anche in presenza di epidemie di scarlattina (per esempio in una scuola o in una palestra) non è mai corretto né pensabile estendere la pratica del tampone faringeo a comunità o gruppi estesi di pazienti.

foto-lingua-bimbo-scarlattinaTuttavia se si è entrati in stretto e diretto contatto con un malato do scarlattina è opportuno allertare il medico sin dai primi sintomi della malattia (ovvero sin dai primi sintomi riconducibili alla patologia, per quanto blandi o generici essi possano apparire).

Attenzione in maniera particolare ai bambini:

se i nostri piccoli sono entrati in contatto con un malato di scarlattina, oppure frequentano un ambiente in cui è esplosa una epidemia è opportuno monitorarne lo stato di salute e rendere noto al pediatra ogni minimo sospetto. Perciò ogni qual volta i bambini a rischio contagio presentino dei sintomi tipici della malattia (classificabili come segnali della patologia) è indispensabile informare il medico, domandare una visita e eventualmente effettuare un tampone faringeo.

 


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