Come smettere di allattare al seno senza traumi

Mag 03, 13 Come smettere di allattare al seno senza traumi

Se si ha la possibilità, allattare al seno è una delle esperienze più belle ed importanti, tra mamma e bambino, non solo per il nutrimento dato al bambino ma anche dal punto di vista emotivo. Una fase che è però destinata ad interrompersi, sia perché il bimbo cresce – ed entra in gioco lo svezzamento – sia perchè la mamma si può trovare costretta ad interrompere l’allattamento a causa di ragadi, mastiti o perchè deve assumere dei farmaci per motivi di salute.

Il momento di smettere di allattare comunque per la serenità di ogni mamma è bene dire che è vissuto peggio, più dalla mamma che dal bambino, che teme di traumatizzarlo e di doverlo sentire piangere ininterrottamente. In realtà, il bambino è infatti abbastanza abitudinario, quindi c’è la possibilità che si abitui a prendere il seno della mamma, anche solo per smettere di piangere, come ciuccio, usandolo solo come “coccola” e non come nutrimento. Un’abitudine che per quanto semplicemente bellissima, rischia di rendere difficile il distacco una volta cresciuto.

foto-allattamento (2)Fermo restando di iniziare “il distacco”, se possibile durante il week-end o una vacanza, durante la quale sia il bambino che la mamma saranno più sereni, sono possibili due soluzioni:

  1. la prima è quella di abituarlo gradatamente all’uso del biberon, magari al posto della poppata al seno serale;
  2. la seconda soluzione, è eliminare quegli attaccamenti “coccole” e qualche poppata diurna, abituandolo al biberon (con il latte alla temperatura giusta), eliminando progressivamente l’allattamento al seno.

Esisterebbe una terza soluzione, cioè introdurre appena nato l’uso del biberon e alternarlo all’allattamento al seno, in modo che il piccolo non si accorga della differenza ma è molto difficile.

Tutte e tre le soluzioni sono possibili grazie alle moderne tettarelle che riproducono fedelmente la forma del seno, in modo da rendere il passaggio del tutto naturale.

foto-allattamentoOvviamente, l’igiene dev’essere scrupolosa e  il latte deve essere servito alla giusta temperatura, cioè tiepido: un test utile è metterne un po’ nell’incavo del gomito, tra il braccio e l’avambraccio. Non serve testarlo con le dita o sulla mano, perché sono zone che sopportano meglio il calore.

Non si può pretendere che il bambino accetti subito di buon grado il cambiamento. Bisognerà avere pazienza e tenacia, oltre che creare un rito piacevole, come un carillon di sottofondo, una ninna nanna o una storia da raccontare mentre mangia.

Ovviamente comunque, il consiglio principale è di continuare ad allattare per quanto più tempo possibile, pur nel rispetto di mamma e bambino, tenendo però presente, che l’allontanamento dal seno, sarà un’importante tappa di crescita ed autonomia per il bambino, da vivere con gioia, in quanto è bello e naturale che sia così!

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di Elisabetta Coni

 

 


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