Conservazione cordone: cosa devono fare i genitori

Lug 08, 16 Conservazione cordone: cosa devono fare i genitori

A cura di: Ufficio Stampa Sorgente

La conservazione cordone ombelicale è una scelta importante oltre che un gesto d’amore nei confronti del bambino e della propria famiglia. Una scelta, però, che va fatta consapevolmente e dopo aver vagliato tutte le strutture in questione, verificando che offrano standard elevati di qualità, come la certificazione GMP (una delle certificazione internazionali più autorevoli per la qualità nella conservazione del cordone ombelicale) e un’assicurazione che funzioni in caso di insolvenza o problemi della struttura.
foto-genitoriMa una volta scelta la struttura che più soddisfa le proprie esigenze e dopo aver firmato il contratto, che cosa resta da fare ai futuri genitori? Non molto in realtà, solo alcune piccole cose che però vanno ricordate.
Anzitutto dopo aver firmato il contratto dovranno occuparsi della documentazione necessaria per l’esportazione del campione, i cui moduli saranno forniti dalla direzione sanitaria dell’ospedale scelto per il parto. Dopodiché, una volta contattata la biobanca dai genitori, questa invierà loro il kit di raccolta (un contenitore e gli strumenti per conservare il campione fino all’arrivo alla biobanca) con tutte le informazioni sulla procedura del prelievo. Un indicatore di temperatura interna del kit verrà posto all’esterno del contenitore in modo da monitorare costantemente le condizioni del campione di sangue.
Le biobanche eccellenti mettono a disposizione un consulente personale per ogni famiglia al fine di chiarire dubbi e rispondere a eventuali domande prima e durante il gran giorno. Quando arriva il giorno del parto il papà dovrà portare in ospedale il kit per il prelievo che verrà effettuato dal cordone ombelicale che: il kit verrà poi ritirato da un corriere e il campione sarà inviato al laboratorio della biobanca per farlo esaminare. Superate le analisi, il campione verrà disposto per la crioconservazione.
Ai genitori verrà consegnato il certificato di crioconservazione (il campione verrà conservato in biocontainers a -196°C). La crioconservazione permetterà di preservare le cellule staminali per molti anni in ottime condizioni e, nel caso servano al bambino o alla sua famiglia, verranno rimpatriate attraverso un documento rilasciato dal Ministero della Salute.
Per altre informazioni potete consultare www.sorgente.com


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