Cos’è la baby-addiction e quali i segnali?

Set 01, 14 Cos’è la baby-addiction e quali i segnali?

Spesso ultimamente si sente parlare di “baby-addiction” ma cosa vuol dire questo termine e cosa significa esattamente? E cosa vuol dire che una mamma è affetta da “baby-addiction”? E ancora, quali sono i segnali inequivocabili?
Ebbene una mamma affetta da “baby-addiction” è una mamma per così dire “drogata di bambini”, ossia una di quelle mamme che dopo aver fatto uno o più figli, col partner decide di chiudere per così dire “bottega” ma che poi, improvvisamente viene colta da una irrefrenabile voglia di rivivere l’emozione di una gravidanza, del parto e di tenere tra le braccia il minuscolo esserino di pochi mesi!
foto-incintaQuesti infatti i segnali inequivocabili di una “baby addiction”, che in particolare sopraggiunge in genere, se gli altri figli iniziano ad essere grandicelli e quindi più indipendenti, lasciando per così direlibera una mamma, che benchè li ami tutto il suo cuore, viene colta dalla voglia di rivivere “tutto” con un altro figlio; perchè il neonato si sa, è “diverso”!
Ed ecco quindi, che parlando delle passate gravidanze, i nove mesi sembrano essere trascorsi come periodi idilliaci, privi di problemi; quasi fossero stati nove mesi vissuti sul divano, accarezzandoci il pancione, ascoltando musica classica, parlando col bimbo custodito nel ventre, assaporando l’emozione dei primi contatti; mentre in realtà, non sono mancati momenti di sconforto, stanchezza, nausea, bruciore di stomaco e tutto il resto!
Come se non bastasse poi, in questo periodo, non mancherà poi il rinvenimento di oggetti “del passato”, quale il diario della gravidanza e della nascita, il corredino dell’ospedale ed il primo set per la pappa, senza dimenticare ovviamente i vecchi vestitini dei primi mesi, che non mancheranno di emozionare e far scendere qualche lacrimuccia sulla scia dei ricordi; ricordi sulla scia dei quali è logico recriminare sulle lamentele che furono per le notti insonni e le cifre spese per le creme antirughe ed i correttori necessari per nascondere le occhiaie nere; notti e sonni che oggi, si possono – ed ampiamente – recuperare!
foto-incinta-primo-meseDetto questo, va da sé che d’ora in poi i vestiti dei bimbi non si buttano via; almeno un paio – un paio di scatoloni almeno – vanno tenuti di ricordo, così come i vecchi passeggini, seggiolone, alzatina e lettini; e poi se nel caso una coppia di amici dovesse annunciare di essere in dolce attesa si potrebbe aiutarli proponendosi come baby sitter e tutti questi oggetti potrebbero essere utili, no? E proprio per aiutare gli amici futuri genitori, qualche giro nei negozi di puericultura, con tanto di shopping compulsivo, non guasterebbe, no?
E così, sulla scia dei vecchi e malinconici ricordi di una memoria selettiva, ecco i primi momenti in cui si ha tenuto in braccio il proprio figlio in ospedale, i primi passi, le prime pappe, il primo “mamma” e così via; tanto che ci si ritrova a digitare su internet giusto per cultura generale, la famosa frase “come rimanere incinte a 40 anni”; non si sà mai!
E voi, siete anche voi dellebaby-addicted”?
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La Redazione


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