Dada, la didattica in movimento che arriva dalla Svezia

Gen 12, 15 Dada, la didattica in movimento che arriva dalla Svezia

Arriva dal Nord Europa, precisamente dalla Svezia un nuovo modo di fare didattica, che sta prendendo piede in Italia: Dada, che tradotto significa “didattica in ambienti di apprendimentoe che in altre parole, vede gli spazi diventare protagonisti, assumere una dimensione e una loro identità.
Stop alle aule tutte uguali, senza carattere, senza specificità e via con Dada a classi tematiche, per le quali i bambini ed i ragazzi girano, di aula in aula, mentre i professori restano allo stesso posto, ad attenderli al cambio dell’ora.
foto-scuola-materna.Una nuova formula di didattica, già in sperimentazione al liceo Kennedy di Roma, al Labriola di Ostia ed in Sicilia, alla scuola media Antonio Amore di Pozzallo, ove la Preside Mara Aldrighetti, ha inteso in questo modo, provare a combattere la dispersione scolastica.
Un nuovo metodo didattico che può sembrare caotico, ma che chi ha già testato, assicura invece non solo essere una garanzia di partecipazione più attiva degli alunni alla didattica, ma in grado di migliorare la logistica e persino i costi della scuola; un giudizio condiviso dalla rivista “La tecnica della scuola”, per la quale, insieme a degli studi sulle neuroscienze, il movimento degli alunni, creato da Dada, è un fattore vincente per l’approccio alle attività scolastiche! Ma non è tutto!
Le aule colorate in modo diverso, a seconda della materia, stimolano infatti alcuni sentimenti, agendo sugli stati d’animo degli alunni, migliorano la loro condizione mentale oltre a rendere più piacevole “l’esperienza” in classe.
bambini-scuola-maternaPareri che trovano riscontro nei risultati ottenuti in Sicilia, ove gli studenti sottoposto al metodo Dada, sono maggiormente stimolati sia dal movimento che dal diverso colore delle aule, che sono state personalizzate ed attrezzate con materiali specifici, per lo studio delle diverse materie.
Una nuova realtà, che ci pone di fronte alla necessità di ripensare gli spazi delle nostre scuole, nell’ottica di una didattica diversa, innovativa, in grado di cogliere i cambiamenti degli studenti di oggi e di domani, che indubbiamente hanno ed avranno bisogno di una didattica, che ben si sposi con i luoghi; ma per il momento, non ci resta che osservare con attenzione la sperimentazione e soprattutto i frutti messi in atto a Roma e in Sicilia, per capire gli effetti di Dada.
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La Redazione


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