Dialisi: creata in Italia la prima macchina per neonati

Lug 04, 14 Dialisi: creata in Italia la prima macchina per neonati

Dialisi: creata in Italia la prima macchina per neonati. Splendide novità dall’ospedale San Bortolo di Vicenza, ove dall’esigenza di avere a disposizione ogni mezzo possibile per prestare le cure ai neonati, grazie ad un team di esperti, coordinati da Claudio Ronco, è nata Carpediem, la prima mini macchina per dialisi!

Con un nome derivato dall’acronimo Cardio-Renal Pediatric Dialysis Emergency Machine, Carpediem è già stata utilizzata con successo su una bimba nata nell’agosto dello scorso 2013, nata con gravi problemi a seguito di un parto difficile.

FOTO-NEONATODa sottolineare che fino ad oggi, per potere sottoporre i neonati a tale tipologia di cure, ci si è sempre affidati alle macchine standard per dialisi, le quali, nonostante le opportune modifiche, non sono però mai risultate adatte ai bambini, in particolar modo a tutti coloro aventi un peso inferiore ai 15 chili.

Come spiegato il suo ideatore, il dott. Ronco, è da considerare, che non è raro che queste macchine possano provocare errori nei volumi, rendendo possibile l’estrazione di troppi fluidi dall’organismo, generando di conseguenza seri cali di pressione e di disidratazione, oppure, al caso contrario, ipertensione, gonfiore ed edema.

Casi ed errori che possono provocare serie complicazioni, da non sottovalutare, nei quali la mini macchina per dialisi ideata presso l’Opedale San Bortolo, non incorrerà, dato che questa lavora in maniera accurata in special modo sui bambini con un peso tra i 2 ed i 10 chili.

Dialisi: creata in Italia la prima macchina per neonati. Macchina, che a detta degli ideatori potrebbe peraltro trovare impiego in numerose altre circostanze, come ad esempio le fasi successive agli interventi di cardiochirurgia nei casi di patologie legate ai reni o di insufficienze renali acute.

foto-unghie-neonatoUn successo ed un traguardo, quello raggiunto con questa prima mini macchina per la dialisi, frutto di ben 5 anni di lavoro, durante i quali i medici si sono dedicati alla miniaturizzazione delle pompe e dei circuiti interni, oltre che alla verifica del suo corretto funzionamento, grazie ai finanziamenti dell’associazione Amici del rene di Vicenza.

Un successo sulla cui scia, si auspica si sviluppino altre tecnologie mediche dedicate ai neonati e ai bambini molto piccoli.

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La Redazione


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