Disegni da colorare, quali sono i più cercati?

Lug 07, 14 Disegni da colorare, quali sono i più cercati?

Lo sviluppo di un bambino è un processo molto delicato, e va seguito con costanza e dedizione. Una delle attività più importanti per i più piccoli è il disegno, fondamentale per lo sviluppo psico-fisico dell’infante, ma anche principale mezzo di espressione attraverso il quale mostrare se stesso. La rete di Internet viene in nostro aiuto, infatti sono numerosi i siti specializzati nei disegni da colorare che possono essere stampabili gratuitamente.
Un esempio è il sito disegnidacolorare.it. I più gettonati, come sempre, sono quelli con gli animali della fattoria, quelli con i personaggi Disney, dei veri e propri evergreen, e i cartoni più in voga al momento, come Peppa Pig, Hello Kitty, Dottoressa Peluche ecc.
In passato, l’unico modo per farlo era quello di comprare i libricini nelle edicole, nelle cartolerie, nelle librerie, o nei mercatini. Oggi, con internet e i costi di stampa molto contenuti rispetto a qualche anno fa, è possibile scaricare disegni da colorare di ogni tipo, in modo da aggiornare continuamente la dotazione dei propri figli, senza dover spendere cifre elevate. Anche perché, soprattutto nei primi anni, il piccolo tenderà a scarabocchiare indistintamente tutte le pagine, senza preoccuparsi di completare il disegno prima di passare al successivo, quindi avere di nuovi non solo è consigliato, ma addirittura necessario.
foto-pegasoIl consiglio è quello di acquistare o stampare disegni da colorare, con animali o personaggi dei cartoni animati amati da vostro figlio, e accompagnarlo in questo processo di vitale importanza per il suo sviluppo.
Dal momento in cui il bambino ha la facoltà di tenere un pastello in mano è compito dei genitori e delle maestre spronare il piccolo a disegnare, scarabocchiare, tracciare linee, cerchi e forme. Non conta la precisione o la qualità del disegno, l’importante è che si dedichi almeno un ora al giorno a questa attività per aiutare il bambino a sviluppare le sue capacità. Ad esso va affiancata anche l’attività di manipolazione dei materiali, tagliare, incollare, fare formine con la plastilina, ecc.
L’errore che non va mai commesso è quello di valutare i lavoretti dei propri figli seguendo canoni che utilizziamo per giudicare l’arte in genere, perché si rischia di demotivare il bambino pretendendo da lui una perfezione impossibile da raggiungere nei primi anni di vita. Quindi, chi se ne frega se non riesce a stare entro i confini della sagoma, o del foglio. All’inizio ciò che conta è disegnare, poi con il tempo, seguendo la naturale evoluzione del bambino, si cercherà di passare allo step successivo, ovvero a disegnare figure con maggiore precisione e colorare forme senza sbavature.
foto-auroraSecondo molti esperti di psicologia infantile, il disegno dei bambini segue diverse fasi, a seconda dell’età. Il primo stadio si chiama “stadio dello scarabocchio Lowenfeld”, che va dai due ai quattro anni, durante il quale il bambino effettua il primo tentativo di disegnare realizzando dei segni sparsi. Il secondo è lo stadio preschematico Lowenfeld, che vai dai quattro ai sette anni, durante il quale appare il “testa-piedi”, ovvero l’omino tutto testa e gambe. Questa fase è anche chiamata del realismo mancato, in quanto ad un tentativo di rappresentare la realtà non fa seguito una capacità del bambino nel realizzare un disegno accurato. Lo stadio che interessa i bambini dai sei agli otto anni si chiama “schematico”, con la comparsa di schemi grafici ben definiti per ciascun oggetto viene rappresentato. Questa fase è anche detta del realismo intellettuale Luquet, in quanto nel bambino il realismo intellettuale puo’ essere spinto sino al punto da indurlo a rappresentare non solo gli elementi concreti non visibili, ma persino gli elementi astratti esistenti soltanto nella sua mente. Infine, dagli otto agli undici anni si attraversa lo stadio del realismo nascente, quando il bambino riesce a disegnare oggetti e forme con precisione, senza rappresentazioni astratte frutto della sua immaginazione. Questa fase è detta del realismo visivo Luquet.
Ogni genitore deve sforzarsi di seguire il proprio figlio in questo processo, dedicando un po’ di tempo a disegnare insieme a lui. Man mano che il bambino si abitua a quest’attività, si può sfruttare il disegno per insegnargli i numeri, le lettere, le principali forme geometriche, sempre tenendo bene in mente che l’approccio deve essere quello ludico.
Frequentare la scuola materna è importantissimo anche da questo punto di vista, perché l’attività del disegnare viene vissuta come un gioco di gruppo, durante il quale bambini della stessa età condividono un momento per stare insieme, confrontandosi e collaborando.
Attenzione, come in ogni attività, anche nel disegno i bambini non vanno costretti, perché nel momento in cui si perde l’aspetto divertente subentra la noia e il rifiuto. I tempi di un bambino, soprattutto nei primi anni di vita, vanno rispettati e mai forzati, perché non è detto che un bimbo che non ama disegnare a due anni continui così anche in futuro.


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