Divieto di parto in India: porta sfortuna

Ago 05, 13 Divieto di parto in India: porta sfortuna

Le donne di un villaggio del Madhya Pradesh, nell’India centrale, non possono partorire nelle loro case perché il pianto dei neonati porta sventura, secondo un’antica superstizione che le autorità sanitarie locali vorrebbero ora sradicare.

Le partorienti che raggiungono il nono mese di gravidanza vengono portate via dal villaggio e ospitate presso familiari o ospedali vicini in modo che nessuno senta i pianti. Il divieto è così radicato che nessuno osa sfidarlo, neanche quando si è in situazioni a rischio per madri e neonati, in quanto in caso di emergenza non hanno alcuna struttura sanitaria a disposizione.

foto-donne-incinta-indiaIl Sunday Guardian riporta che i residenti non permettono di costruire nessuna sala parto o altri servizi di ostetricia per le partorienti all’interno del perimetro del loro villaggio. Risulta che in passato alcune donne sono morte perché non hanno ricevuto alcuna assistenza.

Si racconta anche il caso di Kamla Devi che, due anni fa ha dato alla luce un figlio, in una sala parto provvisoria, costruita per l’occasione in una capanna appena fuori dal villaggio. Ma ora anche questa precaria sistemazione è in degrado e non può essere più utilizzata.

foto-parto-india.Per una ragione avvolta tutt’oggi nel mistero, la gente del posto ha cominciato a pensare che i pianti dei bambini appena nati portavano una grande sfortuna e rovina alle loro famiglie. La superstizione è legata anche a un famoso tempio, chiamato Sanka Shyamji, costruito dalla moglie del maharajà dopo la sua morte e che attira numerosi pellegrini e turisti. Di recente, l’amministrazione provinciale sta cercando di convincere la popolazione ad abbandonare la pratica con una serie di incontri sulla salute delle donne, mentre è in progetto la costruzione di un centro di maternità.

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di Elisabetta Coni


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