Donazione del sangue del cordone: i criteri di esclusione

Ott 06, 14 Donazione del sangue del cordone: i criteri di esclusione

La donazione del sangue cordonale e – quindi – delle cellule staminali è un gesto molto importante, ma non sempre possibile, ad esempio nel caso di una gravidanza giunta dopo una malattia grave, o magari dopo un percorso particolare.
Detto questo, è bene quindi che la futura mamma, conosca in anticipo i requisiti di esclusione permanente, onde evitare di farsi inutili illusioni, eccoli:

  • malattie genetiche o congenite (da valutarsi nel caso di anomalie congenite isolate);
  • malattie autoimmuni o immunologiche sistemiche, comprese la tiroidite autoimmune;
  • affezioni reumatologiche: gravi affezioni attive, croniche o recidivanti. Malattia reumatica in presenza di patologia d’organo;

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  • affezioni ematologiche: congenite, genetiche, neoplastiche, acquisite, a carico della serie bianca, delle piastrine e della serie rossa, comprese le emoglobinopatie (tranne il riscontro di β-talassemia eterozigote), le enzimopatie, e le patologie ereditarie dei globuli rossi (tranne se in eterozigosi);
  • coagulopatia congenita o acquisita;
  • neoplasie maligne: tumori solidi ad esclusione del carcinoma in sito, con guarigione completa e dei casi previsti dalla normativa vigente; qualsiasi trattamento con radioterapia o con chemioterapici/antiblastici. Il trattamento con radioterapia o chemioterapici/antiblastici esclude sempre;
  • affezioni gastrointestinali, epatiche, urogenitali, renali, cardiovascolari, dermatologiche, metaboliche o respiratorie; affezioni endocrine e qualunque altra patologia attiva, cronica o recidivante prevista dalla normativa vigente;
  • malattie organiche del sistema nervoso centrale (come ad esempio l’epilessia);
  • malattie psichiatriche gravi in trattamento cronico;
  • malattie infettive: Epatite C, Epatite B, HIV1-2, HTLV I/II, Tubercolosi con patologia d’organo, Babesiosi, Lebbra, Kala Azar (Leishmaniosi viscerale), Tripanosoma Cruzi (M. di Chagas), Sifilide;

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  • malattie infettive contratte durante la gravidanza (rosolia, parotite, toxoplasmosi, varicella, mononucleosi infettiva, CMV, Malattia di Lyme);
  • encefalopatia spongiforme trasmissibile (TSE);
  • riceventi xenotrapianti e/o innesti di tessuti/cellule o prodotti di derivazione animale;
  • assunzione di sostanze farmacologiche e/o stupefacenti;
  • alcolismo cronico;
  • comportamento sessuale che espone ad alto rischio di contrarre gravi malattie infettive trasmissibili con il sangue;
  • esposizione a sostanze tossiche e metalli pesanti

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La Redazione


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