E-cig: sconsigliate in gravidanza e allattamento

Lug 04, 13 E-cig: sconsigliate in gravidanza e allattamento

Da un anno a questa parte la sigaretta elettronica ha registrato un vero e proprio boom di vendite, e sono molte le donne in gravidanza che, volendo smettere di fumare, si rivolgono ai medici per chiedere se possono farne uso.

Ora la risposta arriva dal Consiglio Superiore di Sanità che propone di vietarne l’uso nelle scuole, di regolamentarne la pubblicità e che le ricariche abbiano la chiusura di sicurezza a prova di bambino. Inoltre, nelle confezioni ci dovrebbe essere scritta la raccomandazione che le sigarette elettroniche non possono essere utilizzate in gravidanza ed allattamento.

foto-fumo-no-gravidanzaDopo un’intesa raggiunta a Lussemburgo dai ministri della Salute UE sulla direttiva del tabacco, è stata posta l’attenzione sulle sigarette elettroniche e alla loro regolamentazione, in modo da mettere dei paletti sul su utilizzo in Italia. Il Consiglio Superiore della Sanità infatti ha stabilito che questi prodotti non sono farmaci, ma vanno regolati perché evocano la gestualità del fumo. Dunque, le e-cig devono essere sconsigliate alle donne in dolce attesa e a chi allatta. Alcuni passi sono stati fatti: il ministro della Salute ha già firmato un’ordinanza per vietare di svapare all’interno delle scuole e il divieto dell’uso di e-cig da parte dei minori.

Le sigarette elettroniche non contengono solo nicotina, ma anche di un liquido, che permette loro di emettere una specie di vapore di sostanze e aromi. Il dubbio è proprio nella composizione dei liquidi, in quanto la loro sicurezza non è certa. Per questo gli esperti hanno proposto e ottenuto in parte di progettare iniziative informative sui potenziali pericoli legati all’uso di questo strumento e promuovere attività di ricerca e studio.

foto-gravidanza-allattamentoInoltre, si raccomanda di mantenere il divieto di vendita ai minori di 18 anni delle e-cig con presenza di nicotina, di apporre alcune prescrizioni chiare nelle etichette, in modo da informare il cittadino che la acquista, e il controllo e monitoraggio costante di possibili sovradosaggi di nicotina.

Siete d’accordo?

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di Elisabetta Coni


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