Educazione del bambino: urlare ai figli non serve, ecco perchè

Set 03, 14 Educazione del bambino: urlare ai figli non serve, ecco perchè

Ammettiamolo, anche alle mamme più pazienti – e zen – capita di innervosirsi e perdere il controllo con il proprio bambino: alzi la mano, chi non ha mai urlato con il proprio figlio!
I bambini sono meravigliosi ed i nostri figli sono la cosa migliore che il cielo ci ha dato; ma succede ed è umano, che ci siano delle giornate in cui la pazienza della mamma più zen, sia messa a dura prova! Esempio classico: la casa è un gioiello e mentre noi stiamo ultimando la torta con le decorazioni in pasta da zucchero, loro iniziano di punto in bianco una vera e propria guerra con tanto di graffi, strilli e pugni sul divano lindo ed appena stropicciato del salotto – nel migliore dei casi – oppure la nostra principessa, proprio oggi non fa quanto le avevamo spiegato di fare per filo e per segno – come abbiamo in mente noi; o ancora il nostro bimbo di fronte a tutti gli invitati, non solo non ci ascolta minimamente, ma fa quello che non dovrebbe fare? Che fare?
foto-sgridare-bimboTutte situazioni in grado di mettere a dura prova i poteri – e la pazienza – di una super mamma, che dopo aver contato fino a 10 (anzi pure 100), esortandosi a stare calma, mentre dentro di lei c’è una vera lotta tra la sua buona coscienza e quella più irosa; facilmente, in alcuni giorni più stressati e difficili, finirà quanto meno per urlare. Ma attenzione, perchè queste situazioni estreme, per quanto comprensibili non devono diventare un’abitudine, come sottolineano molti psicologi, che precisano essere il fatto di urlare un segno evidente della frustrazione di un genitore che non trova altro modo per farsi ascoltare dal proprio bambino; un segno peraltro, quando non seguito da un effetto positivo del bambino, dal gesto di altare le mani, seguito da tutti i sensi di colpa del caso!
Ebbene, proprio in tale contesto sono doverose alcune spiegazioni, che possono indurre il genitore, la prossima volta a riflettere ulteriormente prima di gridare o di alzare le mani; perchè un bimbo che sente urlare la propria mamma o il proprio papà, che peraltro lo appella come “stupido” o “ignorante” o ancora “sei un buono a nulla”, sicuramente non è spronato a fare meglio e non riesce ad ascoltare i rimproveri e le parole dei genitori, in quanto si sente offeso e si chiude in sé stesso, in segno di difesa, senza dimenticare ovviamente la rabbia che egli potrebbe nutrire verso il genitore e non esprimere, sicuro in cuor suo di non essere ascoltato e di non poter ragionare con la mamma – o il papà-! Ma non è tutto.
Come spiega la dott.ssa Wang – autrice di uno studio condotto su 976 famiglie americane – e pubblicato su Medicitalia, i ragazzi abituati a sentirsi urlare dietro e insultare da mamma e papà, a 13 anni hanno problemi di comportamento e disturbi depressivi, a differenza degli altri bimbi trattati in modo diverso dai genitori; sicuri del fatto di avere qualcosa di sbagliato, dato che i loro genitori li hanno da sempre sgridati e timorosi che la mamma e/o il papà non gli voglia più bene.
foto-sgridare-bimbo.Urlare infatti, potrebbe far scatenare nel bambino i sensi di colpa e l’umiliazione, ma non solo, perchè la cosiddetta “sgridata squalificante”, che usa il disprezzo quale strumento correttivo, tende a colpire l’autostima del bimbo, che di fatto si sente “sbagliato“!
Insomma, urlare, usare parolecattiveed alzare le mani col proprio bambino non serve proprio a nulla, perchè non fa assolutamente raggiungere lo scopo educativo desiderato da mamma e da papà; per cui, è fondamentale non solo frenare le mani e la lingua ma quanto meno, far seguire l’eventuale urlo di richiamo al bambino, da un sorriso rassicurante, onde fargli capire che non deve avere paura di voi: mi raccomando!
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La Redazione


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