Endometriosi: per individuarla, da oggi basta un test del sangue

Dic 01, 14 Endometriosi: per individuarla, da oggi basta un test del sangue

Grandi novità in campo di endometriosi, la malattia caratterizzata dalla presenza di tessuto simile all’endometrio – che ricopre la parte interna della cavità dell’utero – fuori dalla cavità uterina, che colpisce le donne, provocando negli stadi più avanzati, non pochi danni al sistema riproduttivo e per individuare la quale, fino ad oggi venivano fatte visite ginecologiche, ecografie; ma ora, basta un semplice test del sangue!
Si, si avete capito bene, perchè grazie allo studio della Fondazione Italiana Endometriosi, pubblicato su “J. Cell. Physiol”, si è determinato che con un semplice test del sangue è possibile diagnosticare l’endometriosi, nelle donne che iniziano a manifestare i primi sintomi della malattia, iniziando subito con le cure.
foto-test-sangueAnni di studi e di ricerche vanno così finalmente a diminuire il divario di tempo esistente tra la comparsa dei primi sintomi della malattia e la certezza effettiva dell’endometriosi, che in genere, si aggira attorno ad 8 anni, senza ricorrere peraltro neanche, agli interventi chirurgici come la laparoscopia.
Un semplice test diagnostico, assolutamente non invasivo, che sarà sufficiente per confermare la diagnosi sin dai primi stadi della malattia, poiché altamente sensibile e quindi esaustivo!
Una ricerca condotta su un gruppo di donne affette da endometriosi e su un altro di donne sane, ove, attraverso un’analisi utilizzando metodiche di proteinomica – l’analisi 2D Gel – il processo di separazione delle proteine, è stato possibile individuare una proteina specifica dell’endometriosi; rispetto al gruppo di donne sane infatti, nelle donne affette dalla malattia, sarebbe stata rilevata una riduzione sotto la norma, significativa, della proteina Zn-alpha2-glycoprotein, permettendo di diagnosticando così la malattia: la proteina è risultata sensibile sopra il 70%, rispetto al 10-30% dei markers “spia” Ca 125 e Ca 19.9 e se, testata singolarmente, il suo valore dovrebbe risultare ulteriormente superiore.
Una scoperta che apre una nuova era nella storia dell’endometriosi, come ha inteso sottolineare Pietro Giulio Signorile, fondatore e presidente della Fondazione Italiana Endometriosi, che dal 2007 fa ricerca sulla malattia, spesso causa di infertilità e che richiede trattamenti medici e chirurgici estesi, con relativi costi e rischi.
foto endometriosiIn caso di endometriosi associata a sterilità, la terapia medica purtroppo non è efficace a migliorare il tasso di gravidanza e pertanto non è raccomandata, mentre il trattamento chirurgico nell’endometriosi moderata e lieve, porta a un tasso di gravidanza superiore rispetto a laparoscopia, diagnostica senza trattamento.
Di recente, sono peraltro state sollevate perplessità sul trattamento chirurgico della cisti endometriosica, la cui asportazione della capsula della cisti endometriosica, determinerebbe l’asportazione di tessuto ovarico sano; mentre altri studi, supportano invece l’ipotesi che la maggior parte del danno all’ovaio dopo chirurgia, sia di fatto già presente prima dell’intervento, essendo legato alla presenza stessa della cisti endometriosica, che causa danno al patrimonio follicolare dell’ovaio attraverso meccanismi di stress ossidativo.
In ogni caso, gli esperti tengono a precisare che sono davvero molti gli aspetti che un ginecologo deve considerare prima di decidere se sottoporre o meno a chirurgia una paziente con endometriosi ovarica, in particolare se si tratta di donne giovani e ancora di più, se alla ricerca di una gravidanza.
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La Redazione


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