Eterologa: a Roma, la prima gravidanza italiana

Nov 13, 14 Eterologa: a Roma, la prima gravidanza italiana

Importanti notizie per gli aspiranti genitori, che vedono arrivare da Roma, la conferma del primo concepimento realizzato con una fecondazione eterologa tutta “Made in Italy”; un successo per l’Italia e per la scienza.
Dopo che lo scorso 9 aprile, la Corte costituzionale ha dichiarato incostituzionale la Legge 40, aprendo le porte anche in Italia alla fecondazione eterologa, ecco il successo dell’ eterologa: a Roma, la prima gravidanza italiana .
Dopo quelli che sono stati i vari rallentamenti nella definizione delle linee guida da parte del Ministero della Salute, alcuni centri si sono adattati alla legge europea, praticando comunque la fecondazione eterologa; centro tra i quali l’European Hospital di Roma, grazie al quale oggi si può festeggiare il primo bimbo tutto italiano.
foto-fecondazione-eterologaIl trattamento si è svolto utilizzando ovociti freschi provenienti da una donatrice italiana, come ha spiegato Ermanno Greco, direttore del Centro di Medicina della Riproduzione dell’ospedale romano:
La gravidanza è stata ottenuta trasferendo un unico embrione proveniente da ovociti freschi e non ovociti congelati provenienti da banche straniere. Questo successo dimostra come i Centri italiani siano in grado di operare in questo settore così delicato con la massima efficienza e la massima qualità e sicurezza per le pazienti.” ha spiegato e quindi ha proseguito “Ne abbiamo voluto dare comunicazione solo dopo la visualizzazione del battito cardiaco fetale. Questo è infatti il parametro utilizzato scientificamente per dire che si è ottenuta una vera e propria gravidanza clinica”.
Foto fecondazione assistitaLa differenza quindi con i trattamenti realizzati prima dell’estate, sta nel fatto che in questo caso, gli ovociti sono di una donatrice italiana e non provengono dalle banche europee. Da chiarire a riguardo, che le linee guida ministeriali non sono mai state completamente definite, ma nel frattempo, per poter procedere, le regioni hanno concordato una linea comune, con costi che mediamente, sono di circa 500,00 euro.
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La Redazione


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