Facebook e Apple pagano per congelare gli ovuli delle loro impiegate

Ott 16, 14 Facebook e Apple pagano per congelare gli ovuli delle loro impiegate

Grande novità da Apple e Facebook, che udite udite, si sono offerti niente poco di meno che di pagare il congelamento degli ovuli alle proprie impiegate, aiutandole, per così dire a conciliare maternità e carriera, assicurandole sull’eventualità di diventare un giorno lontano lontano, mamme!
I due giganti della Silicon Valley, Facebook e Apple pagano per congelare gli ovuli delle loro impiegate, nell’eventualità che un giorno, queste decidano di fare un bambino, dando così loro la possibilità di rimandare il desiderio di maternità per dedicarsi ad oggi, completamente alla carriera.
A riportare la notizia è stata la Nbc News, sottolineando che il social network in blu, Facebook avrebbe già attivato la procedura di finanziamento, mentre la Apple inizierà ad istituirla di fatto a partire dal prossimo gennaio: due grandi aziende, che per prime offrono questo tipo di copertura finanziaria, per ragioni non strettamente mediche!
foto-facevook-appleLa procedura di “congelamento degli ovuli”, tecnicamente chiamata “crioconservazione degli ovociti”, consiste di fatto nell’estrarre dalla donna alcuni ovuli che vengono congelati e conservati in un istituto specializzato, finchè la donnna non decide di affrontare una gravidanza e quindi di avere un figlio; momento in cui verranno re-impiantati nell’utero della donna, dopo essere stati fecondati con lo sperma.
Una tecnica che benchè siano di fatto aumentate le percentuali di successo, non da alcuna garanzia che la tecnica porterebbe alla nascita certa di un bambino, tanto che anche la Società americana di Medicina della Riproduzione mette in guardia le donne che decidono di affidarsi alla criconservazione, consigliando peraltro loro di congelare almeno 20 ovuli e di farlo il prima possibile, in quanto più gli ovuli sono giovani più aumentano le possibilità di successo.
Una scelta quella dei due colossi, che ha scatenato discussioni accese, nel bene e nel male, con da una parte chi ha accolto con entusiasmo la notizia e quindi i sostenitori del congelamento, convinti che senza la pressione dell’orologio biologico, le donne che ambiscono alla carriera si sentiranno più libere nelle scelte di vita e di lavoro e chi invece se non fosse stato più semplice ed intelligente, introdurre maggiori garanzie a sostegno delle donne che lavorano e desiderano di diventare mamme.
Una posizione quest’ultima, acuita da coloro che sostengono che in realtà sia Apple che Facebook, vogliano abbassare la percentuale di donne che scelgono di affrontare una gravidanza, e quindi stiano cercando di evitare di garantire loro i diritti fondamentali, facendole dedicare esclusivamente al lavoro per motivi logistici o economici.
foto-facevook-e-appleNon si rischia insomma con questa manovra di Facebook e Apple di azzerare in qualche modo l’istinto materno, a profitto dell’azienda e dell’affermazione professionale? E ancora, come sottolinea Glenn Cohen, codirettore del Petrie-Flom Center for Health Law Policy, Biotechnology, and Bioethics della Harvard Law School su “Wired”:
Le dipendenti accoglieranno questa possibilità pensando di poter lavorare duramente e in seguito, se lo vogliono, avere un figlio?” insinua “Oppure penseranno semplicemente che l’azienda ritiene che lavoro e gravidanza siano incompatibili?”.
Voi cosa ne pensate?
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La Redazione


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