Famiglia: genitori con figlio down, ne adottano un altro

Feb 03, 15 Famiglia: genitori con figlio down, ne adottano un altro

Storia di vita quotidiana riportata dall’Eco di Bergamo, che insegna, come per l’amore non esistono barriere impossibili da abbattere; la storia di una madre ed un padre, Loredana e Roberto Provera, genitori di un figlio down, che dopo aver letto l’annuncio di un bimbo colpito dalla stessa sindrome del loro Andrea, senza esistare, hanno adottato Alessandro.
Una decisione non dettata da incoscienza, ben consapevoli di cosa significhi avere un figlio disabile, ma dettata semplicemente – se così si può dire – dall’amore e dalla voglia di amare.
Dopo le prime figlie, Ilaria e Francesca infatti, mamma Loredana era rimasta incinta di Andrea e nonostante l’età non più giovanissima, non aveva scelto di non sottoporsi ad alcun esame di diagnosi prenatale, nemmeno l’amniocentesi, ben consapevole che in ogni caso non voleva rinunciare al bambino che stava crescendo nel suo ventre, come racconta:
foto-sindrome-down..Non avrebbe avuto senso sapere prima che qualcosa non andava e vivere male quel bellissimo periodo” e sottolinea “perché in ogni caso non avrei scelto un’interruzione di gravidanza”.
Loredana, Roberto ed i loro figli Francesca, Ilaria, Andrea e Alessandro vivono a Fino del Monte in provincia di Bergamo, ove mamma Loredana fa l’insegnante di scuola materna e lui è un agente di commercio in pensione. Ma ecco cosa raccontano della loro splendida famiglia:
“La nostra è una famiglia numerosa. Avevamo già due figlie, Ilaria e Francesca, quando abbiamo saputo di essere in attesa di Andrea. Era il 1992, la gravidanza è stata bellissima” e quanto al primo incontro con il suo Andrea ricorda “Ho capito fin da subito che c’era qualcosa che non andava, quando ho avuto Andrea tra le braccia per la prima volta.” e confessa “All’inizio è stato terribile, il mondo ci era crollato sotto i piedi, passavamo notti insonni a chiederci perché proprio a noi era successo questo”.
Mamma Loredana ricorda poi un aneddoto accaduto con le sue figlie più grandi, grazie al quale, in modo del tutto naturale e spontaneo, alla disperazione è subentrata l’accoglienza:
Un giorno ho chiesto alle mie figlie, che allora avevano 14 e 12 anni, di accompagnarmi a fare un giro con la carrozzina. Dovevo spiegare loro che Andrea sarebbe stato un fratellino speciale.” e quindi continua “Una delle due alla notizia ha detto semplicemente: mamma ma tu non avresti mai avuto il coraggio di uccidere un fratellino così bello, vero?” e conclude “Ecco, da quel momento è subentrata in tutta la famiglia l’accettazione. Eravamo quattro persone unite dalla voglia di vedere ogni giorno quel sorriso”.
foto-bimba-down.Mamma Loredana all’Eco di Bergamo infine parla dei genitori naturali di suo figlio Andrea e chiarisce di non giudicare nessuno, ma anzi di ringraziarli, come dalle sue parole:
“Ognuno è libero di fare le proprie scelte. La scelta di altri ha permesso alla nostra famiglia di vivere un’esperienza grande e forte” e spiega “vivere con Andrea e Alessandro dà probabilmente più soddisfazioni che crescere due bambini “normali”, perché con loro non si dà nulla per scontato: la prima parola, i primi passi, ogni singolo istante; perché ogni piccola loro scoperta diventa anche una nuova rivelazione per chi li segue da vicino”.
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La Redazione


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