Genitori: meglio un figlio unico o dargli un fratellino?

Set 05, 14 Genitori: meglio un figlio unico o dargli un fratellino?

Uno dei fenomeni sociali dell’ultimo secolo è il passaggio dalla famosa famiglia estesa, con la classica struttura patriarcale, alla famiglia nucleare, ove il numero dei figli per famiglia si è notevolmente ridotto, tanto che sono sempre di più le coppie che decidono di avere un solo bambino e quindi un solo figlio, col proposito di potergli dedicare più attenzioni e di poter provvedere al meglio a tutti i suoi bisogni ed alle sue necessità.
In realtà è da chiarire, che non si può avere un punto di vista assoluto riguardo alla maggiore o minore vantaggiosità dell’essere figli unici o del non esserlo, perchè entrambe le condizioni hanno dei propri pro e dei propri contro. Vediamoli insieme.
foto-fratelliniDi sicuro, nell’infanzia i vantaggi che generalmente si associano al figlio unico, sono l’avere tutte le attenzioni dei genitori e dei parenti, oltre ad una serie di vantaggi materiali, che vede tale condizione associata al cosiddetto “bambino viziato” – frutto invece solo del comportamento dei genitori -; mentre lo svantaggio maggiore, è dato dal fatto – specie se entrambi i genitori lavorano – di trascorrere molto tempo con persone adulte, alle cui cure sarà affidato (nonni o baby sitters) grazie alle quali accrescerà il vocabolario ma peccherà di esperienze comunicative e sociali con propri baby pari, importanti per il suo sviluppo emotivo e cognitivo. Esperienze che potrà fare ad esempio essendo inserito al nido.
L’adolescenza poi, segna un passaggio fondamentale nello sviluppo dell’individuo, che in genere il cosiddetto figlio unico, vive col maggior numero di svantaggi – salvo qualora sia vissuta con naturalezza – in quanto la spinta centrifuga verso l’indipendenza, contrasta con la tendenza centripeta della famiglia, specie nel caso di una mamma iperprotettiva, che interpreti i bisogni naturali del figlio, come una ferita personale! Condizione che si accentua nel caso di genitori all’alba dell’età di mezzo e se mamma e papà di un solo figlio.
Una libertà, che il figlio unico peraltro dovrà conquistarsi senza la complicità di un fratello, contestando da solo le regole, per ottenere permessi; figlio unico, sul quale peraltro saranno riversate moltissime aspettative, che indubbiamente influenzeranno le sue scelte, così come le pressioni più o meno esplicite dei genitori.
Infine – ma non per importanza – in età adulta avere dei fratelli o delle sorelle, può essere prezioso in prospettiva dell’invecchiamento dei propri genitori, sia per prendersi cura di loro, che non restando soli a fronteggiare la loro eventuale scomparsa!
foto-dare-o-no-sorellinaE’ vero infatti che nella vita molte strade possono per così diredividersi”, per incomprensioni e litigi, ma è anche vero, che nella maggior parte dei casi, il legame fraterno è così forte, da far superare numerose difficoltà.
Detto questo, tutte le coppie indecise sul fatto di dare o meno un fratellino al proprio figlio, il consiglio è di scegliere non tanto in base ai dubbi sul primogenito, ma piuttosto quanto al fatto se si è realmente convinti di diventare genitori bis, affrontando una nuova caccia alla cicogna, una nuova dolce attesa, il parto e tutto il resto dell’investimento emotivo, materiale e fisico, per crescere una nuova vita, senza sentirsi in colpa qualora si decida, che non si è pronti per farlo!
A voi l’ardua sentenza!
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La Redazione


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