I neonatologi non aderiscono allo sciopero in sala parto

Feb 12, 13 I neonatologi non aderiscono allo sciopero in sala parto

Oggi 12 febbraio 2013, giornata di sciopero del personale delle sale parto, programmato ormai da tempo, in segno di protesta, contro gli ingenti tagli della spending review e di altre manovre finanziarie alla Sanità del governo e contro il contenzioso medico-legale.

Il primo sciopero in Italia del genere, che vede scendere in campo ostetriche e ginecologi, contro quella che ritengono essere una situazione ormai insostenibile, che è necessario regolamentare e sistemare quanto prima, come concorda la Sin, la Società Italiana di Neonatologia, che ha però deciso di non incrociare le braccia nella giornata di oggi.

Ebbene si, a dispetto di ostetriche e ginecologi, i neonatologi hanno deciso di non aderire allo sciopero, anche se, come fa sapere con una nota il presidente della Sin, Costantino Romagnoli “concordiamo pienamente sulla necessità di regolamentare il contenzioso medico-legale e completare la messa in sicurezza dei punti nascita in tutta Italia”.

foto sinI neonatologi infatti, hanno optato per non aderire allo sciopero proclamato, semplicemente per assicurare il massimo dell’assistenza ai neonati, in quanto, spiega Costantino Romagnoli “Siamo una figura medica chiave nella cura dei neonati, resteremo al nostro posto garantendo l’assistenza ai neonati, il 12 febbraio, soprattutto nelle Tin, i reparti di Terapia Intensiva Neonatale”.

Fondamentalmente infatti, anche i medici della Sin, Società Italiana di Neonatologia, condividono le motivazioni dello sciopero indetto ed anzi, rilanciano sulla necessità di regolamentare il contenzioso medico-legale ormai insostenibile come ha sottolineato Costantino Romagnoli nella nota “Le motivazioni della protesta prendono le mosse dalla scarsa attenzione mostrata dal Governo non solo nei riguardi del contenzioso medico-legale, ma anche della incompleta messa in sicurezza dei punti nascita in tutto il territorio nazionale.” ed ha inteso precisare che “La sicurezza del percorso nascita e la sua estensione, senza eccezioni, a tutto il territorio nazionale ha sempre costituito un impegno costante della Sin”.

foto neonatoE quanto quindi al futuro, ai risvolti provocati dallo sciopero di oggi nelle sale parto e politicamente parlando, al nuovo Governo che sarà formato dopo le prossime elezioni, non resta quindi che da sperare, vengano adottati provvedimenti urgenti per risolvere il problema della estensione dei contenziosi medico-legali, che come precisa Costantino Romagnoli sono una “fonte di enorme spreco di risorse”.

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Di Mamma Melacotta


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