Il racconto di papa’ Lucio, che dimentico’ Elena in auto

Giu 30, 13 Il racconto di papa’ Lucio, che dimentico’ Elena in auto

E’ di poche settimane fa la terribile notizia della morte di Luca, dimenticato in macchina dal padre Andrea, ed è ancora ben impressa nella mente di tutti, la storia della piccola Elena, anche lei dimenticata in auto, due anni fa, dal padre Lucio. Due morti difficili da comprendere, due morti che nessuno avrebbe voluto fossero accadute, per primi i loro genitori. Tutti ci siamo chiesti come può accadere, come si può dimenticare un figlio in auto, eppure, purtroppo può succedere e succederà di nuovo se non si prendono i giusti provvedimenti.

Ed è proprio su questo che si batte Lucio Petrizzi, il padre di Elena, che in una commovente intervista al Corriere della Sera, racconta con lucidità e commozione la sua triste vicenda.

foto-bimba-autoQuel maledetto 18 maggio del 2011, come tutte le mattine, come infondo faceva anche Andrea con il piccolo Luca, Lucio accompagnava Elena all’asilo. Cantavano Pippicalzelunghe durante il tragitto, lo ricorda bene, e ricorda che Elena, ancora forse bisognosa di sonno, si è addormentata. Da qui il buio totale! Arriva all’università (Lucio è un insegnante di chirurgia veterinaria), vede da lontano alcuni suoi colleghi nel parcheggio, scende dall’auto, la chiude e va via. Durante il giorno apre il bagagliaio dell’auto per prendere delle cose che aveva dimenticato, ma non si accorge di nulla, per lui Elena è tranquilla all’asilo, è lì che si diverte. Verso l’una la terribile scoperta, il terrore, la paura, chiama il 118, ma faceva già molto caldo, il corpo della sua bimba è bollente, nonostante le rassicurazioni dei suoi colleghi sente dentro di sé che non c’è molto da fare, la sua Elena è incosciente, non risponde. La sua agonia durerà tre giorni, dopodiché la decisione di staccare la spina e donare gli organi. Il suo cuoricino batte nel petto di un altro bimbo. 

Lucio racconta con coscienza il suo dolore, lo ha vissuto sulla sua pelle. Non si vuole giustificare con questo racconto, non lo farebbe mai, ma sa cosa succede alla mente in questi momenti. E’ un meccanismo neurofisiologico, la coscienza si sconnette, le cose si fanno in automatico, subentrano le tante preoccupazioni da fare, i tanti pensieri e si dimentica tutto il resto.

La vicenda del piccolo Luca, morto come la sua Elena, l’ha lasciato senza fiato. Ha voluto contattare il papà Andrea, che intanto ha aperto un gruppo su Facebook intitolato “Mai più morti come Luca”,  per sensibilizzare tutti su questa “realtà”, ne conosce il tormento, lo conosce bene.

foto-telefonoPoco dopo la morte di Elena, è nata la piccola Sara. Lucio per lei farebbe di tutto, tranne accompagnarla all’asilo, ancora non riesce a farlo ed è qui che chiede a gran voce di fare qualcosa: di ideare un sistema da mettere in auto che avverta della presenza di altre persone  e di sensibilizzare gli asili a chiamare i genitori in caso di mancata presenza dei bambini in classe. Forse, se fossero stati attuati questi accorgimenti Luca ed Elena sarebbero ancora qui.

Le ceneri di Elena sono sepolte in giardino … il suo cuoricino per papà Lucio, batte ancora …

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di Anna Chianese

 


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