Italia: vaccinazioni obbligatorie si o no?

Dic 11, 13 Italia: vaccinazioni obbligatorie si o no?

In Italia alcuni vaccini sono obbligatori per i bambini. Il dibattito sull’opportunità della vaccinazione obbligatoria è vasto e sempre più di attualità: alcuni genitori non vogliono vaccinare i loro figli, per convinzioni personali sull’efficacia e sugli effetti collaterali dei vaccini ed, a volte, anche per motivi religiosi. E’ possibile non vaccinare i bambini? I vaccini obbligatori sono quelli contro: poliomielite, tetano, difterite ed epatite B.

In alcuni Paesi europei (Regno Unito, Svezia) l’obbligatorietà non c’è più, in altri è possibile un’esplicita obiezione da parte di chi ha la potestà genitoriale. Ciò non toglie che i pediatri continuino a consigliarli e le famiglie continuino a vaccinare i loro bambini, infatti nessuna maggiore incidenza di malattie sembrerebbe essersi verificata in seguito alla caduta dell’obbligo.

foto-vaccinazione-bambinoIn Italia tutto è possibile, solo che, come sempre, è un po’ più complicato causa burocrazia. Inizialmente l’obbligo era sanzionato da una norma penale: non vaccinare i figli era reato. Successivamente la mancata vaccinazione è stata depenalizzata (legge n. 689/1981) ed è punibile con una sanzione amministrativa. Teoricamente il Tribunale per i minorenni potrebbe ordinare la vaccinazione coatta del bambino, operando una sorta di sospensione della potestà genitoriale per il periodo occorrente all’operazione. Nella realtà questa decisione è rarissima: i Tribunali chiedono solo che le autorità territoriali segnalino i casi di mancata vaccinazione legati a degrado familiare.

Certo, nella pratica il rifiuto può comportare altre complicazioni, per esempio proprio nel momento dell’iscrizione a scuola, dato che il certificato di vaccinazione è indicato come un allegato necessario alla domanda di iscrizione.

foto-vaccinazioneLa legge n. 833 del 1978, che ha introdotto la riforma sanitaria istituendo le USL (ora ASL), stabilisce all’articolo 13 che il sindaco è la massima autorità sanitaria locale. Il successivo art. 33 stabilisce che i trattamenti sanitari obbligatori (come appunto le vaccinazioni dei bambini) devono essere accompagnati da iniziative rivolte ad assicurare il consenso e la partecipazione di chi vi è obbligato e chiunque, si cita testualmente, “può rivolgere al sindaco richiesta di revoca o di modifica del provvedimento con il quale è stato disposto il trattamento sanitario obbligatorio”. Su tale richiesta il sindaco deve decidere entro dieci giorni e può concedere l’esonero, se motivato.

In pratica, dunque, mamma e papà possono chiedere l’esonero dalla vaccinazione dei figli, motivandolo. E’ una strada praticata l’esonero viene spesso concesso: è frequente che i sindaci (o chi per loro, a seconda della dimensione del Comune) vogliano solo accertarsi che sia una scelta consapevole e non una trascuratezza dei genitori. L’obbligo quindi, è stato utile in passato, ma oggi sembra anacronistico ed addirittura si dimostra più efficace abolirlo in cambio di informazione. Purtroppo però l’Italia va sempre a due velocità: alcuni cittadini potranno semplicemente esimersi dal vaccinare i figli, altri dovranno destreggiarsi con la burocrazia. Si arriverà a fare un po’ di ordine?

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di Elisabetta Coni


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