Jobs act e maternità: le novità sui congedi parentali

Feb 24, 15 Jobs act e maternità: le novità sui congedi parentali

“Conciliazione dei tempi di vita e di lavoro”, così come ha dichiarato il Consiglio dei ministri che lo scorso venerdì ha varato un decreto legislativo, il famosoJobs act”, al vaglio delle Camere, andiamo a sottolineare le principali novità riguardo alla maternità e paternità.
Il provvedimento infatti aggiorna parte del Testo unico del 2001, il Dlgs 151, sulla maternità e sulla paternità, estendendo i termini dei diritti di sospensione dall’attività lavorativa per assistenza i figli naturali e adottivi; per cui, si potrà ad esempio usufruire del congedo parentale fino al 12esimo anno di età del figlio, prima limitato agli 8 anni, mentre per il trattamento economico collegato al 30% dello stipendio nel semestre, l’estensione va dai primi 3 anni del bambino, ai primi 6 anni. Ma non è tutto!
foto-congedo-parentaleDa sottolineare infatti in più, che le indennità di maternità sono estese anche alle lavoratrici autonome e a quelle del settore agricolo, le quali, potranno assentarsi per 5 mesi dal lavoro, con un assegno pagato in maniera automatica a tutte le lavoratrici iscritte alla gestione separata, anche qualora il datore di lavoro, non avesse versato i relativi contributi.
Quanto poi ai congedi di paternità, il padre libero professionista potrà ricevere l’indennità di maternità, qualora la madre sia impossibilità a goderne.
E ancora, in caso di parto prematuro, i giorni di astensione obbligatoria non goduti prima del parto, vanno ad aggiungersi al periodo di congedo di maternità post partum, anche qualora la somma dei due periodi superi il limite complessivo dei 5 mesi; inoltre, in caso di ricovero del neonato, è possibile chiedere la sospensione del congedo di maternità, a fronte di una certificazione medica che attesta il buono stato di salute della mamma, di qualsiasi categoria di lavoro si tratti (quindi, non solo dipendenti).
foto congedo parentaleUna grande novità riguarda poi la possibilità per le lavoratrici dipendenti di imprese private, di astenersi dal lavoro, per un massimo di 3 mesi, avendo garantita l’intera retribuzione e la maturazione delle ferie; inoltre è introdotto il diritto, di trasformare il rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale, su richiesta della lavoratrice!
Misure che sembrano indicare che “qualcosasi stia muovendo sul fronte del rilancio dell’occupazione femminile; anche se per ora, è da sottolineare che queste nuove misure hanno carattere solo sperimentale per il 2015 e che sono finanziate con 222 milioni di euro prelevati dall’apposito fondo da 2,2 miliardi previsto per questo 2015, dalla legge di Stabilità.
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La Redazione


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