La rosolia in gravidanza: prevenzione e pericoli

Ott 10, 17 La rosolia in gravidanza: prevenzione e pericoli

A cura dell’Ufficio stampa Sorgente Genetica

Generalmente, gran parte delle malattie infettive viene contratta con maggiore frequenza durante l’infanzia. Tuttavia, può capitare che virus come morbillo, varicella o rosolia colpiscano anche gli adulti, risultando in alcuni casi pericolosi. In particolare, la rosolia, se contratta nel corso della gravidanza, può portare a seri problemi che impattano lo sviluppo del feto.
Sottoporsi a test di diagnosi prenatale (come la villocentesi) e recarsi a controlli regolari è fondamentale per le donne, che dovrebbero eseguire test specifici già prima della gravidanza per conoscere il proprio stato di salute.

La rosolia è una malattia infettiva causata dal Rubivirus. Questo virus si trasmette per via aerea, con starnuti, tosse o goccioline di saliva emesse parlando. La rosolia è caratterizzata dalla comparsa di un esantema, ossia un’eruzione cutanea composta da piccole macchie rosacee, simili a quelle del morbillo e della scarlattina. Il tempo di incubazione del virus prima della comparsa della malattia è di circa 2-3 settimane1. Generalmente, dopo questo periodo inizia a manifestarsi l’esantema, prima su viso e collo e successivamente sul resto del corpo e può durare fino a 10 giorni. In alcuni casi possono presentarsi anche sintomi influenzali come mal di testa, febbre, ingrossamento dei linfonodi e raffreddore. Nel 50% dei casi i sintomi passano inosservati e così anche la malattia.2
Tuttavia, se contratta in gravidanza, la rosolia potrebbe portare allo sviluppo di gravi problemi di salute nel feto. Il bambino potrebbe essere colpito da sindrome da rosolia congenita. I danni maggiori si presentano quando la malattia è contratta nelle prime 12 settimane di gestazione3. Le conseguenze della sindrome da rosolia congenita potrebbero essere morte intra-uterina, aborto spontaneo, sviluppo di gravi malformazioni e difetti congeniti. I risultati di alcune ricerche hanno rilevato che il 62% dei bambini colpiti da rosolia durante la gravidanza sviluppano anomalie congenite, come sordità (nel 47% dei casi), lesioni cardiache (nel 42%), difetti della vista (sempre nel 42%) e microcefalia (nel 14% dei casi)4.
A oggi non esistono terapie contro la rosolia ma è possibile attuare una strategia preventiva con la vaccinazione. Per le donne che desiderano una gravidanza è infatti consigliato eseguire, già prima del concepimento, un esame del sangue chiamato Rubeotest, che permette di verificare l’immunità al virus. In caso risultasse negativo e la donna non fosse immune, il Rubeotest verrà effettuato anche periodicamente durante la gravidanza.
È importante affidarsi ad un ginecologo di fiducia per capire a quali test prenatali non invasivi e invasivi è necessario sottoporsi.
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Fonti:
1. The New Harvard Guide to Women’s Health – Di Karen J. Carlson,Stephanie A. Eisenstat,Terra Diane
Ziporyn
2. epicentro.iss.it
3. CDC – Centers for Disease Control and Prevention
4. Encyclopedia of Thoracic Surgery / Handbuch Der Thoraxchirurgie: Band / Volume 2: Spezieller Teil 1 /
Special, Parte 1 – Ernst Derra, Springer Science & Business Media, 06 dic 2012


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