Libri sulla disabilita’: “Ti seguirò fuori dall’acqua”

Gen 19, 15 Libri sulla disabilita’: “Ti seguirò fuori dall’acqua”

La nascita di un figlio, è una gioia immensa, incontenibile ma se il figlio appena nato è “colpevoledi non corrispondere alle aspettative? Questo il tema trattato daTi seguirò fuori dall’acqua” di Dario Fani, padre di un ragazzino Down; una eccezionale storia di vita, dove l’amore è il mezzo più forte per conoscere e combattere la sofferenza.
La nascita inattesa di un primo figlio con la sindrome di Down, che vede un padre, che è sempre stato un vincente in un dialogo lungo, appassionato ed a volte rabbioso, col proprio figlio e trovarsi a decidere, dopo i primi tre mesi di vita, se si tratta di una disgrazia o di un’avventura.
Superare il lutto di un bambino immaginario, atteso per 9 mesi, come racconta Dario Fani, sociologo, che si occupa di progettazione in ambito socio-sanitario:
foto-ti-seguirò-fuori-dall-acqua“Diventare padre di una fragilità mi ha obbligato a un cambiamento” e quindi “Il mio bambino mi ha insegnato la modestia”.

Una storia emozionante ed esemplare, che vede Dario Fani scrivere un libro “Ti seguirò fuori dall’acqua” di Salani, ISBN: 9788867159222, ove scardina i pregiudizi e racconta di una nascita inattesa e del passaggio da quel figlio immaginario, sognato per nove mesi, al figlio reale. Una storia, che lo stesso Fani, sintetizza così:
“In questo libro racconto i primi tre mesi di vita con mio figlio, fra incubatrici, fili, sonde e luci artificiali. Un bimbo prematuro e inatteso. È lì che si è deciso cosa sarebbe stato della sua e della mia vita.” e quindi le due scelte “Se una disgrazia o un’avventura. Francesco è nato con la sindrome di Down. Davanti al vetro della neonatologia ho cominciato un lungo, appassionato, rabbioso dialogo con lui, ‘colpevole’ “ confessa il padre “di non corrispondere alle mie aspettative.”.
Quindi Fani si racconta prima di diventare padre e narra i suoi successi:

“Prima di lui, ero un uomo di ‘velocità’. Ottenevo successi facilmente. Consideravo il dolore l’espressione materiale della sconfitta e dell’infelicità. Attraverso di lui ho capito tante cose. Le sue iniziali difficoltà mi hanno aperto il cuore e insegnato la modestia e il rispetto per ogni creatura.” e spiega “Intendo dire che, se io ho messo al mondo mio figlio, lui per certo, attraverso la prova che ha accompagnato la sua nascita, mi ha rimesso nel mondo della vita. Una vita lenta ma senza paura. L’unica vita che ha un senso vivere, per quanto banale tutto questo possa apparire ai più.”.
Fani quindi ringrazia il figlio ed ammette i suoi cambiamenti:

E grazie a lui ho capito forse la cosa fondamentale: che la sindrome di Down non è una malattia, ma una particolare condizione genetica.” e sottolinea “Diventare padre di una fragilità mi ha obbligato a un cambiamento. Sono stato costretto ad appropriarmi di una ricchezza d’umanità che non mi sarà mai più tolta. Seneca sosteneva che, per quanto sottile sia un foglio, presenta sempre due facce. Mio figlio mi ha permesso di capire quanto ciò sia vero. Quel cromosoma in più gli permette di realizzare cose che per gli altri sono complicatissime e gli rende complicate (talvolta impossibili) cose che i più considerano elementari.”.

Un libro scritto con l’intenzione di passare agli altri un’esperienza, quella dell’accogliere la debolezza, la fragilità e l’imperfezione, perché come racconta Fani:
“si vince attraversando il mondo insieme ai deboli.”
Buona lettura.
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La Redazione


1 Comment

  1. Comprato e letto in un giorno! Libro bellissimo. Scritto molto bene, mi ha ferito e scaldato il cuore. Bravo.

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