Masha e orso; ecco, la vera fiaba russa

Feb 23, 15 Masha e orso; ecco, la vera fiaba russa

“Masha e Orso” è una famosa serie di cartoni animati che arriva dalla russa, oggi diffusa in tutto il mondo, ove stà riscuotendo sempre più successo tra grandi e bambini, tanto da riuscire a scalzare dal podio, persino un personaggio della fama di Peppa Pig!
Una storia quella di “Masha e Orso”, realizzata in grafica 3D dallo studio locale di Animaccord, che dopo una breve comparsa nel 2011 nei palinsesti italiani, ha avuto solo oggi il giusto riconoscimento, dopo la sua trasmissione con cadenza quotidiana su Rai YoYo dal 2014.
Una semplice storia quella di “Masha e Orso” che si ispira ad una celebre fiaba russa, molto diversa dalla storia proposta con l’animazione sugli schermi, ma della quale riprende i protagonisti principali; quelli appunto di Masha e Orso. Una fiaba antica che forse non tutti conoscono, e che andiamo a scoprirre!
foto-masha-orsoC’erano una volta un nonno ed una nonna, che avevano una nipotina che si chiamava Masha, la quale un bel giorno chiese ai due cari vecchietti il permesso di andare con le sue amichette nel bosco a raccogliere funghi e bacche.
Il nonno e la nonna accondiscesero ma al momento di salutarla, si raccomandarono con lei, affinchè non si allontanasse mai dalle altre, perchè altrimenti si sarebbe persa nel bosco. La piccola Masha li rassicurò, così le bambine partirono.
Le bambine entrarono nel bosco e divertendosi, cominciarono a raccogliere funghi e bacche qua e là; e fu proprio così che Masha, passando da un albero all’altro e da un cespuglio ad un altro, si spinse lontano, troppo lontano dalle sue amichette, tanto che inutili furono le grida nel chiamare le altre bambine.
Ormai le amichette di Masha non la sentivano e non le rispondevano più; fu così che Masha ormai persa nel bosco, si ritrovò a girare e vagare per il bosco, finchè non arrivò nella parte più fitta e più sperduta del bosco, ove d’un tratto vide una casetta.
Masha bussò alla porta, ma nessuno le rispose, così spinse la porta, che si spalancò. Masha allora entrò nella casetta e si sedette sulla panca accanto alla finestra domandandosi curiosa chi mai potesse abitare in questa casetta.
Quella, era la casa di un orso grande e grosso, che in quel momento era fuori, nel bosco, ma che alla sera rincasò e quando vide Mascia e si rallegrò, tanto che le disse:
“Ora non ti lascio più andare via” e continuò “Mi farai compagnia, mi accenderai la stufa, mi cucinerai il cibo e mi apparecchierai la tavola.” e quant’altro.
Masha si rattristò, si disperò, ma non c’era niente da fare, così prese a vivere nella casa dell’orso, ove ogni mattina, dopo che orso se ne andava per tutta la giornata nel bosco, riordinava e sistemava la casa, senza provare ad uscire di casa.
Orso infatti l’aveva avvisata che se anche avesse provato ad andarsene, non solo l’avrebbe riacchiappata, ma persino mangiata! Ma a dispetto di queste minacce, Masha cominciò a pensare a come poter scappare dall’orso; finchè un giorno trovò la soluzione!
Fu così che un giorno, quando orso tornò dal bosco, Masha gli chiese di poter andare un giorno al villaggio, per poter portare qualcosa ai suoi nonni; ma orso fu irremovibile: Masha doveva restare nella casa del bosco, ci avrebbe pensato lui a portare ai suoi nonni quello che lei gli avrebbe consegnato.
Masha non aspettava altro; preparò dei pasticcini, prese un grosso cesto e disse ad orso:
“Orso, metto i pasticcini in questo cesto, mi raccomando, tu portali al nonno e alla nonna” e lo avvisò “bada bene di non aprire il cesto e di non mangiare i pasticcini” quindi continuò “Io mi arrampico sulla quercia e guarda che ti tengo d’occhio da lassù!”!
Orso annuì e prese il cesto, Masha lo salutò e lo raccomandò solo prima di controllare che fuori stesse piovendo. Fù proprio in quel mentre che Orso uscì per controllare il tempo che Masha si raggomitolò nel cesto, ponendosi sulla testa il piatto con i pasticcini per i nonni.
Rientrato in casa orso vide il cesto bell’e pronto e penò che Masha fosse già salita sulla quercia, così si caricò sulle spalle il cesto e parti per il villaggio, camminando tra abeti e betulle, scendendo nei burroni e salendi sui cocuzzoli.
Ma cammina, cammina orsò ad un certo punto si sentì stanco e pensò di fermarsi e di rinfocillarsi mangiandosi un pasticcino di quelli che Masha aveva preparato per i suoi nonni; ma la piccola Masha che aveva capitò iniziò a dirgli con voce bassa:
foto-masha-orso-fiaba-russa“Orso ti vedo, ti vedo!” e ancora “ Non toccare i pasticcini per i miei nonni, non toccarli” e aveva continuato “Porta tutto ai miei nonnini!”!
Pizzicato in flagrante orso aveva semplicemente pensato che Masha lo stava guardano dalla grande quercia e velocemente si era rimesso in spalla il cesto, proseguendo svelto il suo cammino.
Ma la strada era lunga e la stanchezza tanta, così che poco più avanti orso si era seduto ancora una volta ed ancora una volta aveva tentato di mangiarsi uno dei pasticcini preparati dalla piccola Masha, che nascosta nel cesto ancora una volta aveva prontamente sgridato orso:
“Orso ti vedo, ti vedo!” e ancora “ Non toccare i pasticcini per i miei nonni, non toccarli” e aveva concluso con voce ferma “Porta tutto ai miei nonnini!”!
Sgridato ancora una volta dalla piccola Masha, orso aveva pensato tra sé e sé “Guarda com’è furba! Si deve essere messa bene in alto per vedermi fin quaggiù” quindi si era nuovamente alzato, rimesso il cesto in spalla ed aveva ripreso a camminare più in fretta.
Fù così che giunse al villaggio e trovò la casa dove abitavano il nonno e la nonna di Masha, quindi bussò con forza alla porta “Toc, toc” e disse ai nonni di Masha:
“Di casa, aprite” ed aveva aggiunto “Masha vi manda dei pasticcini.”.
I cani che avevano fiutato la presenza di orso, gli si lanciarono addosso, abbaiando e accorrendo dai cortili di tutte le case; così, orso spaventato posò il cesto a terra accanto alla porta e scappò a gambe levate nel bosco, senza nemmeno voltarsi indietro a guardare.

II nonno e la nonna nel frattempo aprirono la porta, uscirono e guardando dinanzi a loro videro il cesto per terra. Fu così che lo alzando il coperchio, non credettero ai loro occhi: dentro c’era la loro piccola Masha, sana e salva.
Il nonno e la nonna furono felici come non mai, abbracciarono e baciarono a lungo la loro picola Masha ed una volta che seppero da lei la storia della sua fuga, si complimentarsi per la sua furbizia!

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La Redazione


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