Nanna: come interpretare i sogni dei bambini

Nov 06, 14 Nanna: come interpretare i sogni dei bambini

Studi recenti hanno dimostrato che l’attività onirica del bambino ha inizio già nel pancione, dal 3° trimestre in poi la fase REM – ossia quella dei sogni – occupa infatti il 50% del tempo che il feto passa a riposo nel ventre materno. Un dato importante, specie considerando che i sogni svolgono un ruolo decisivo nello sviluppo biologico e psicologico dei bambini.
Proprio per questo, quanto alla nanna: come interpretare i sogni dei bambini , nel modo giusto è assolutamente fondamentale, in particolar modo poi, se il bimbo ha incubi ricorrenti; un potenziale segnale di disagio.
foto-paure-bambino.E parlando di sogni, impossibile non parlare di Freud, padre della psicoanalisi, che definiva i sogni dei bambini chiari, brevi, coerenti e contraddistinti da contenuti trasparenti, frutto dell’adempimento di desideri diurni o copia fedele delle vicende vissute nella realtà. Solo dai 6 ai 10 anni, a partire cioè dalla cosiddetta terza infanzia, in concomitanza con lo sviluppo cognitivo ed affettivo, il sogno acquisirebbe infatti complessità, riempiendosi di messaggi simbolici mascherati. Gli incubi insomma, popolerebbero invece il sonno dei bambini fin dalla prima infanzia, simboleggiando talvolta blocchi psicologici o disagi di vario tipo.
Come comportarsi quindi se il proprio bambino ha degli incubi? Ebbene, è importante abituare il bambino a condividerli con la mamma ed il papà, senza intervenire con commenti inopportuni, oppure se a parole risulta al bimbo difficile da spiegare, è possibile invitare il bimbo a disegnare quanto sognato, esorcizzandolo.
I sogni riflettono lo stato di sviluppo sociale, cognitivo ed emotivo della personalità, per cui è importante imparare ad interpretarli, rapportando i significati simbolici di ogni sogno al singolo bambino e al suo contesto, considerando che più i sogni sono ricchi di esperienze positive, meno problemi ci saranno a livello psicologico. Gli incubi infatti, specie quelli ricorrenti, indicano blocchi o disagi, che pur non essendo per forza gravi, sono comunque degni di considerazione.
Premesso questo, ecco una carrellata dei sogni più frequenti, con relativa interpretazione:

  • la nudità, come dalla stessa parola, mette a nudo, per cui può indicare un sentimento di vergogna e vulnerabilità nei confronti del mondo esterno, la paura dello sguardo degli altri ed il timore di non essere accettati;
  • i mostri sono incubi notturni dei bambini molto diffusi e segnalano in genere la paura di fronte al potere degli adulti, tanto che nel mostro spesso è proiettata una persona reale che mette loro paura (maestra, genitore, o altro) oppure il timore di perdere l’amore delle figure di riferimento, ma non solo, perchè il mostro simboleggia anche un’insicurezza personale, dovuta all’incapacità del bambino, di controllare le proprie forze foto-paure-bambinoistintive, non ancora dominate o ancora, il mostro può rappresentare un loro alter ego, in grado di esprimere istinti tenuti a freno nella quotidianità;
  • sognare di volare permette ai bambini di sottrarsi a situazioni pesanti o costrittive e rappresenta un desiderio di fuga e la sensazione di poterne uscire con le proprie forze;
  • sognare di essere intrappolati o di non riuscire a correre è un sogno ricorrente, frutto del fatto che il bimbo si sente minacciato da una situazione scomoda, che non riesce a controllare e ad affrontare;
  • sognare un animale infine, simboleggia gli istinti, a ciascuno di essi ne corrispondono di diversi, per cui vanno analizzati da caso a caso. Ad esempio, se l’animale è feroce e attacca il bambino, può significare che c’è una persona che infastidisce o spaventa il bimbo.

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La Redazione


2 Comments

  1. antonella /

    Ma se il bambino è troppo piccolo per raccontare cosa sogna? cosa si fa?
    La mia nipotina di 28 mesi si sveglia spesso piangendo e dicendo “andare, andare” che sta per “andare via da qualcosa di brutto”. L’esperienza dei primi giorni a scuola l’ha molto traumatizzata, è da quel momento che, anche dal pisolino pomeridiano, si sveglia piangendo e con gli incubi, tanto che la mamma ha preferito non portarla più a scuola, tanto era il suo spavento solo a sentirne la parola. Pensiamo che lei abbia provato un forte senso di abbandono, però se volessimo capirci di più, come possiamo fare? Lei non sa raccontare cosa sogna. Grazie

    • Buona sera Antonella,
      scusi il ritardo di risposta al messaggio. Come avrà potuto leggere la risposta alle sue domande è arrivata nei giorni scorsi con il nostro articolo “Nanna: le difficoltà del sonno nella prima infanzia”, qui al link: http://bambinizerotre.it/nanna-le-difficolta-del-sonno-nella-prima-infanzia/
      In ogni caso, è difficile darle un consiglio preciso senza conoscere nel dettaglio i fatti; molto probabilmente da quanto ci ha scritto è stato proprio l’inserimento a scuola ad essere stato tragico per la bimba.
      Non conoscendo però come sono andate precisamente le cose, il nostro consiglio è quello di confrontarvi con il vostro pediatra di fiducia, spiegandogli per filo e per segno come sono andati i fatti: dalla gestione della bambina nel pre-scuola, all’inserimento a scuola e (da quanto abbiamo capito) ai primi giorni di scuola della bimba da sola. Analizzando la situazione nella sua totalità, indubbiamente il vostro pediatra, riuscirà a capire cosa ha destabilizzato la bambina (se la scuola o altro) ed a consigliarvi nel modo più indicato.
      Certi che tutto si risolva per il meglio, restiamo a disposizione e porgiamo i nostri migliori saluti.

      La Redazione

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