Naoki, ragazzo autistico da best sellers

Lug 27, 13 Naoki, ragazzo autistico da best sellers

Nella classifica stilata dall’inglese Sunday Times, in testa troviamo un libro intitolato “The reason I jump”, ossia “La ragione per cui salto”, il cui autore è un ragazzo giapponese, Naoki Higashida, che oggi ha 21 anni, ma che ha scritto questo libro quando ne aveva solamente 13. Il fatto in sé non susciterebbe una particolare sorpresa, se non fosse che Naoki è un ragazzo autistico che non sa parlare.

La sua famiglia scoprì che Naoki era autistico quando questi aveva 5 anni. Decisero così d’iscriverlo ad una scuola speciale vicino Tokio. Dato che aveva difficoltà nel parlare, i suoi insegnanti crearono una griglia su un grande foglio con dentro tutte le lettere. Con dedizione e pazienza aiutarono Naoki a indicare lettera per lettera e successivamente a creare parole e frasi. Così è nato il libro. Questo si presenta come una sorta di libro testimonianza che comprende un breve storia ed una serie di domande, tra cui “Perché un sacco di volte la stessa richiesta?” e “Perché non guardi i tuoi genitori negli occhi?”.

foto-libro-naokiLe risposte date da Naoki sono davvero sorprendenti e lanciano un importante messaggio: le persone affette da autismo capiscono bene il mondo che li circonda, cercando il modo, adeguato per loro, per comunicare con tutti.

Ma questo libro com’è giunto dal Giappone fino a noi? Dobbiamo la sua “scoperta” a David Mitchell, autore di “Cloud Atlas”. Michell ha un bambino autistico, e sua moglie, giapponese, navigando in rete, si è imbattuta sugli scritti di Naoki, traducendoli a suo marito. La coppia è stata talmente conquistata da questi racconti d’aver deciso di tradurli in inglese e successivamente, lo stesso Mitchell, li ha presentati al suo editore, il quale ha deciso immediatamente di pubblicarli.

Oggi Naoki vive a Tokio, con la sua famiglia, e, attraverso il suo blog, si dice felice di ciò che sta accadendo, difatti leggiamo “Questa cosa mi ha sorpreso così tanto che credevo di cadere per terra“. Nel raccontare cosa è stato per lui scrivere questo libro scrive ancora “Quando ho appreso a scrivere frasi ho voluto raccontare storie da protagonista in un mondo di persone normali, così ho viaggiato libero nel loro mondo”.

Il beneficio maggiore dalla lettura di questo libro lo ha però avvertito Mitchell, il quale ha modificato il suo modo di relazionarsi al suo bambino e all’autismo. Racconta infatti che mentre prima tentava di distrarre il figlio con altre cose pur di lavorare tranquillo al suo libro, adesso cerca il modo di comunicare con lui, aiutandolo a scrivere sulla tastiera del pc. Va da sé che il loro rapporto è migliorato ed anche il modo di comunicare ha visto delle migliorie.

naoki.Lo stesso Mitchell ha scritto la prefazione del libro, racconta un aneddoto “Lo ha scritto indicando ogni carattere con il dito, sulla griglia di cartone. Un assistente raccoglie le parole, le frasi e i capoversi; Naoki sa usare una tastiera di computer, ma sente che questo sistema appreso a scuola contiene meno distrazioni, lo aiuta a concentrarsi“.

Ovviamente, come ogni storia bella e significativa, ci deve essere un risvolto della medaglia. Difatti non sono pochi coloro che hanno affermato che Naoki non può essere autistico, in quanto il lavoro appare troppo sofisticato. Ma questi commenti lasciamoli cadere nel vuoto, in quanto indubbiamente Naoki e la sua storia, sono un esempio del fatto che non bisogna mollare mai, e questo basta già da sè a rispondere …

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di Anna Chianese


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