Parto: cos’è la manovra di Kristeller?

Ott 26, 13 Parto: cos’è la manovra di Kristeller?

Parto: cos’è la manovra di Kristeller? La manovra di Kristeller è una sorta di incubo per molte donne incinte, che hanno sentito più volte le loro madri o le amiche parlare di questa famigerata e dolorosa pressione che può essere applicata sul pancione al momento del parto per velocizzare la nascita del bambino. Fa davvero male? In che cosa consiste esattamente?  Approfondiamo nel dettaglio.

È una tecnica molto nota, che deve essere eseguita ovviamente dell’ostetrica o dal ginecologo e che consiste all’arrivo della contrazione in una spinta o meglio ina pressione che si applica dalla parte alta dell’utero fino verso il basso. Di solito è un braccio dell’operatore sanitario che viene fatto scivolare con forza lungo l’addome della mamma. Si può ripetere diverse volte (di solito i medici insistono fino a 3 volte), poi i medici tendono a procedere in modo alternativo.

foto-manovra-KristellerÈ vero, non è certo come un giro sulle giostre ma va detto che il dolore ovviamente è molto personale e dipende dalla famosa “soglia del dolore” di ogni donna: normalmente, si decide per la manovra di Kristeller se la donna è stanca e le contrazioni non sono sufficientemente forti per far uscire il neonato, o se si nota un’insufficienza fetale. Molte donne, nel famoso piano del parto, chiedono che non sia praticata, perché in certi ospedali “catena di montaggio” si tende a utilizzare queste spinte per velocizzare la procedura.

foto-manovra-di-KristellerParto: cos’è la manovra di Kristeller? Non si può ricorrere alla  Kristeller se l’utero della mamma non è in ottime condizioni, se ci sono cisti o lacerazioni, se il bimbo è troppo grande, perché la manovra ha dei rischi, tra cui l’episiotomia, solitamente di grandi dimensioni, lacerazioni in vagina e al perineo, con rischio futuro di incontinenza, rottura dell’utero, ecc.. Qualora venisse proposta, bisogna valutare bene i pro e i contro e prima di effettuarla dovrebbe essere autorizzata. Inoltre, deve essere riportata – per il futuro – sulla propria cartella clinica.

.

di Elisabetta Coni


Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

CAPTCHA * Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.