Rientro delle cellule in Italia: si può

Set 04, 13 Rientro delle cellule in Italia: si può

A cura di Ufficio Stampa Sorgente

Se una famiglia ha scelto, al momento della nascita, per la conservazione privata del campione di cellule staminali cordonali, può farne uso quando vuole in caso di necessità. Difatti, a differenza della donazione cordone ombelicale, questa strada fa sì che i proprietari del campione rimanga sempre la famiglia del bambino. Spesso però dubbi e perplessità del tutto fuori luogo assalgono i genitori, nel momento in cui desiderano far rientrare in Italia il campione conservato all’estero. Questi dubbi però sono totalmente infondati e in questo articolo vediamo il perché. C’è una legge nazionale ed europea che regola queste questioni e in essa non c’è alcun riferimento giuridico che vieti il prelievo, la conservazione e la circolazione di campioni di sangue del cordone ombelicale all’interno dell’Unione Europea. Naturalmente ci sono specifiche disposizioni di legge1 che stabiliscono la necessità che la struttura per il prelievo sia appositamente accreditata, da personale qualificato e nel rispetto della procedura idonea, così come l’istituto per la conservazione che deve essere in grado di assicurarne tutti i passaggi e la sua tracciabilità in modo tale che, in caso di necessità per uso terapeutico, il campione possa poi essere rilasciato al centro di assistenza sanitaria che effettua l’intervento.

FOTO-STAMINALIDi conseguenza, la legge stabilisce che la bio-banca privata debba essere accreditata dall’autorità competente, che ne certifica il rispetto delle norme e, nello specifico, la normativa Italiana2 afferma la possibilità di esportare presso bio-banche estere i campioni di sangue del cordone ombelicale, semplicemente richiedendo l’autorizzazione all’esportazione alla Regione competente e pagando una tariffa per i costi di rilascio del documento. A conferma di tutto questo arriva anche l’Istituto Superiore di Sanità che, attraverso il Centro Nazionale Trapianti, ha confermato che i dubbi riguardanti l’impossibilità di reintrodurre il campione di cellule staminali cordonali in Italia sono del tutto infondati: infatti, interrogato sulla questione dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato, il Centro Nazionale Trapianti ha replicato che, in caso di necessità terapeutiche, non si può per nessun motivo escludere l’utilizzo dei campioni conservati all’estero, purché questi soddisfino i requisiti di legge. A conclusione, le strutture pubbliche italiane non possono che fidarsi delle banche private estere, in regola ed accreditate da uno Stato membro dell’UE, perché metterebbero in discussione uno dei principi fondamentali del mercato europeo, cioè il riconoscimento reciproco da parte di Stati membri dell’UE di autorizzazioni e certificazioni rilasciati da autorità pubbliche di un altro Stato membro.

Per maggiori informazioni: http://www.sorgente.com

Note

  1. Direttive 2004/23/CE e 2006/17/CE
  2. Decreto legislativo 6 novembre 2007, n. 191 (“d.lgs. 191/2007”) e dal decreto legislativo 25 gennaio 2010, n. 16 in attuazione delle direttive 2004/23/CE e 2006/17/CE.


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