Scuola: non aiutare i bimbi a fare i compiti a casa

Feb 05, 16 Scuola: non aiutare i bimbi a fare i compiti a casa

Spesso un genitore vedendo la mole di compiti che i propri figli hanno da fare a casa, si “sentono” di dare loro un aiuto, seppur magari piccolo; ma attenzione, perchè come sostengono i pedagogisti da tempo ed un nuovo recente studio americano, non aiutare i bimbi a fare i compiti a casa

Ebbene si, care mamme e cari papà, non bisogna aiutare i bimbi a fare i compiti a casa, anche se sembrano tanti ed anche se il proprio figlio appare stanco o in difficoltà, perchè come affermano i pedagogisti da tempo, trascorrere ore ed ore a finire, completare, o anche solo a correggere i compiti dei propri bimbi, è assolutamente controproducente sotto vari punti di vista!
foto-compiti-scuolaUno studio americano pubblicato di recente, dal titolo “The Broken Compass: Parental Involvement With Children’s Education”, sostiene infatti che l’intervento dei genitori nelle attività di scuola è nella maggior parte dei casi inutile, se non anche dannoso.
Spesso infatti i genitori non si intromettono in quello che è il percorso scolastico dei propri figli, non “solo” nell’ambito dei compiti a casa, ma anche nella scelta del college, nei rapporti coi docenti o altro, con il risultato che spesso, il successo scolastico dei figli è involontariamente ostacolato!
Quanto al nostro argomento, e quindi ai compiti, nella rivista pediatrica UPPA , il pedagogista Daniele Novara sostiene che:
“I nostri figli hanno i compiti da fare, e” sottolinea “punto molto importante, li devono fare loro” in quanto precisa “Se un senso i compiti ce l’hanno è quello di aiutare a consolidare degli apprendimenti, stimolare autodisciplina e responsabilizzazione” per cui “l’intervento continuo dei genitori da questo punto di vista ha molteplici svantaggi”.
Intervenendo il genitore quindi, impedisce al bambino di trarre beneficio dagli esercizi, e quindi di imparare ciò che il programma scolastico offre, limitando oltretutto la possibilità del bimbo, di mettersi alla prova, di imparare dai propri errori, di sviluppare la capacità di impegnarsi, e ancora, di accettare la fatica.
Pertanto, se il dubbio di un genitore è che la mole di compiti siatroppa”, è bene parlarne con l’insegnante, non assolvendo il dovere del proprio figlio e assolutamente non esplicitando riserve sui compiti a casa davanti a lui, in quanto come precisa il pedagogista:
È importante accettare la realtà dei compiti e la necessità dell’impegno personale che richiedono.” ed anzi proprio quanto ai genitori, precisa come sia loro compito “legittimare l’importanza dell’impegno”.
In conclusione, monitorare va bene, aiutare però un po’ meno se vuol dire risolvere al posto del proprio bambino i quesiti, suggerendo la risposta: se il proprio bimbo non capisce qualcosa, si deve invitarlo a rivedere la regola o la lezione!
Stesso discorso per la correzione a fine compiti da parte di mamme e papà, che può risultare poco utile: sarà invece la maestra, a scuola, che trovando gli errori, li correggerà, e provvederà, nel caso, a rispiegare ciò che non è stato capito.
foto-libriCompito invece di mamma e papà, è quelloorganizzativo” per i compiti, assicurandosi che li esegua in un ambiente sereno, ben illuminato e privo di distrazioni (smartphones, tv, radio o altro), che faccia pause rilassanti, e che talvolta li esegua studiano con qualche amichetto, divertendosi, nel rispetto di determinati orari; orari da rispettare anche per la nanna, per un benessere quotidiano!
Ultimo, ma non per importanza compito di mamma e papà, è quello di non criticare il lavoro ed i risultati conseguiti dai propri figli, ma piuttosto di correggere e soprattutto di premiare i successi, gratificando l’impegno.


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