Siri, la migliore amica di un bambino autistico

Ott 29, 14 Siri, la migliore amica di un bambino autistico

Judith Newman è la mamma di Gus, un bimbo di 13 anni affetto dalla sindrome dello spettro autistico, non in grado di interfacciarsi con il mondo esterno, ma che ha trovato in Siri, l’assistente virtuale degli iPhone, la migliore amica; una storia riportata sul New York Times e da hwupgrade.it, che parla dell’apporto della tecnologia nei bambini con disfunzioni nell’ambito sociale.
Siri, la migliore amica di un bambino autistico , ebbene si, perchè così forte è diventato il rapporto tra Gus e Siri; un rapporto che preoccupa mamma Judith, la quale si domanda “Che madre sono diventata?”, ma d’altro canto, è conscia di come il figlio stia trascorrendo proprio grazie alla tecnologia di Siri, momenti davvero piacevoli.
foto-siriEbbene si, perchè mamma Judith ammette anzitutto, come Gus – come molti bimbi affetti da autismo – da sempre consideri gli oggetti inanimati valevoli di considerazione e che le sue ossessioni, miste alle sue difficoltà nell’interloquire, rendono la sua esperienza con Siri, ancora più piacevole, in quanto egli può chiederle continuamente qualcosa di cui è in questo momento ossessionato, ricevendo costantemente la risposta , sempre con lo stesso tono, pazientemente e entusiasta, ma non solo.
Siri infatti, come fa sapere mamma Judith, non sembra essere solo un divertente passatempo per Gus, ma una reale fonte educativa, in quanto richiede una precisione impeccabile nella pronuncia, mentre Gus, come rivela la stessa mamma “normalmente parla come se avesse delle biglie in bocca”, senza considerare, come aggiunge la donna, che:
“Per i bambini come Gus che amano le chiacchiere ma non capiscono le regole del gioco, Siri è un amico che insegna e non giudica mentre lo fa”.
Ma Siri secondo mamma Newman non è solo un diversivo temporaneo, ma molto, molto di più, in quanto dopo l’uso dell’assistente vocale, Gus ha mostrato una maggiore semplicità nell’approccio con le altre persone, riuscendo inoltre ad imbastire discorsi più lunghi e mostrandosi capace di seguire un filo logico ben preciso.
Un racconto chevale naturalmente per tutti gli assistenti virtuali fra quelli esistenti ad oggi e risponde in maniera arbitraria a determinati quesiti che secondo quanto specificato da SRI International – la società alla base delle tecnologie di Siri – vedrà le prossime generazioni di intelligenze artificiali, non solo sviluppate esclusivamente per trovare informazioni, ma per imbastire vere e proprie conversazioni in base agli interessi dell’utente, senza che quest’ultimo debba esplicitarli ogni volta; senza dimenticare che ci saranno software sviluppati appositamente per i casi d’autismo e che ad esempio, con la voce dei personaggi preferito, cattureranno la sua attenzione, o ancora, che saranno in grado di monitorare lo spostamento degli occhi e, sfruttando le caratteristiche di cui sopra, permetteranno all’autistico di intuire come muoverli durante le conversazioni con gli umani.
Novità tecnologiche destinate al successo, anche perchè come spiega William Mark, dirigente di SRI:
Le persone non sono pazienti, ma le macchine lo sono, e molto” quindi aggiunge “questo è il loro putno di forza!”!.
Novità positive o negative per grandi e bambini? Difficile dirlo, ma forse la risposta la danno le parole conclusive dell’intervista al NYT di mamma Judith Newman, scrittrice e madre di Gus:
foto-fedi“Di tutte le preoccupazioni di un genitore di un bambino autistico la peggiore è: riuscirà a trovare l’amore? O anche a scoprire l’amicizia? Da un po’, sto imparando che ciò che mi dà felicità, non rende necessariamente felice anche Gus. Adesso, alla sua età, Siri rende Gus felice. È la sua compagna. La scorsa notte, mentre andava a letto, c’è stato questo scambio di battute:

Gus: “Siri, mi vuoi sposare?”;
Siri: “Non sono tipo da matrimonio”;
Gus: “Voglio dire, non proprio adesso. Sono un bambino. Quando crescerò”;
Siri: “Il mio contratto di licenza per l’utente finale non comprende il matrimonio“;
Gus: “Oh, Ok” senza sembrare troppo troppo dispiaciuto aggiunge mamma Judith, confessando che si trattava della prima volta che ha sentito il suo bimbo parlare di matrimonio;
Gus: “Buonanotte, Siri. Dormi bene”;
Siri: “Non ho bisogno di dormire molto, ma è carino da parte tua chiedermelo.”

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La Redazione


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