Sos endometriosi: una malattia invalidante e subdola

Gen 06, 13 Sos endometriosi: una malattia invalidante e subdola

Care amiche, oggi vorrei sottoporre alla vostra attenzione un problema spesso sottovalutato perché da molte sconosciuto: l’endometriosi.

Si tratta di una malattia invalidante e subdola; non è facile accorgersene poiché presenta sintomi analoghi a quelli legati al flusso mestruale ed è caratterizzata dalla presenza anomala di tessuto endometriale (quello che riveste la parte interna dell’utero) in altri organi in cui normalmente non dovrebbe trovarsi: tube, ovaie, vagina, peritoneo, intestino. Essa si manifesta durante il ciclo ed è dunque, una patologia riscontrabile prevalentemente nella donna in età fertile, potendo quindi causare malesseri tipici di quella fase: mensilmente infatti, il tessuto endometriale impiantato in una sede diversa da quella consueta tende, sotto gli effetti degli ormoni generati dall’ovaio, a sanguinare, subendo perciò, i medesimi cambiamenti dell’endometrio uterino. La conseguenza del sanguinamento dà origine ad infiammazioni (anche croniche) a carico dei tessuti circostanti e aderenze di gravità tale, da indurre la sovversione dell’apparato riproduttivo femminile.

Quali sono le cause? Ad oggi, nonostante le numerose ricerche, non si è ancora in grado di determinare con certezza quali siano le cause specifiche della suddetta malattia; tuttavia, esistono diverse teorie in grado di fornirne una valida spiegazione:

  • foto endometriosila TEORIA METASTATICA ipotizza lo sfaldamento, durante le mestruazioni, di gruppi di cellule endometriali che, passando attraverso le tube, raggiungono la cavità addominale, dove si diffondono per poi impiantarsi nel peritoneo, generando le cosiddette “isole endometriosiche”;
  • la TEORIA METAPLASTICA evidenzia un mutamento delle cellule del peritoneo in cellule dell’endometrio, tale da spiegare la presenza anomala di endometriosi nell’area vescicale;
  • la TEORIA DELLA DISSEMINAZIONE PER VIA LINFATICA ED EMATICA risulta essere quella maggiormente accreditata per motivare la diffusione delle cellule dell’endometrio ad altri organi mediante il sistema linfatico o il sangue;
  • foto endometriosila TEORIA DELL’ALTERAZIONE IMMUNITARIA ENDOPERITONALE suggerirebbe l’esclusione delle cellule endometriali refluite nell’addome da parte del sistema immunitario, che le eliminerebbe in quanto riconosciute da esso come estranee, ma uno stravolgimento del meccanismo per predisposizione genetica, potrebbe comportare la sopravvivenza o, addirittura, la riproduzione di alcune di queste cellule;
  • la TEORIA ORMONALE ci insegna che l’endometriosi è legata agli estrogeni, perciò la presenza di un basso livello ormonale, ne ridurrebbe la genesi. Ciò significa anche che, l’endometriosi tenderebbe a regredire in menopausa, mentre conoscerebbe il picco massimo nelle donne fertili intorno ai 30-40 anni. A rischiare sono soprattutto le donne sterili, nelle quali la percentuale è molto più alta.

Ma quali sono, invece, i sintomi o segnali che dovrebbero insospettirci, facendoci dubitare che i fastidi percepiti non siano dovuti all’ovulazione o al ciclo, bensì a questa tremenda patologia? I più significativi sono:

  • foto endometriosidolore pelvico cronico durante le mestruazioni, l’ovulazione o in concomitanza di entrambe;
  • dolore ovarico intermestruale;
  • dolore durante e dopo la defecazione;
  • dolore durante e dopo l’atto sessuale;
  • aborti spontanei;
  • infertilità;
  • affaticamento cronico;
  • aumento dell’infiammazione delle mucose.

Inoltre, non è da sottovalutare la comparsa di eventuali disturbi generalmente attribuiti ad una diagnosi di colon irritabile, quali colite e stitichezza alternata a diarrea, perché nel caso si trattasse di endometriosi, i sintomi si succederebbero con andamento ciclico, esattamente come nella fase mestruale. Se l’endometriosi interessa la vescica, allora si va incontro ad un’altra sintomatologia: infiammazioni, cistite o incontinenza non accompagnate però, da infezioni virali o batteriche vescicali.

Giunti a questo punto, una domanda sorge spontanea: come si può intervenire per curare l’endometriosi? Esistono numerose alternative, praticabili a seconda del soggetto e delle esigenze, nonché condizioni in cui versa. Vediamole:

  • foto endometriosila terapia del dolore;
  • la terapia con androgeni;
  • riduzione degli estrogeni;
  • somministrazione di estroprogestinici combinati (pillola anticoncezionale, anello vaginale, ecc);
  • laparoscopia o laparotomia.

Care donne, mamme – o future mamme – bisogna davvero fare attenzione, monitorate sempre i casi che danno l’impressione di essere ambigui o inconsueti e comunicare col proprio corpo: non bisogna dimenticare che il primo strumento di prevenzione è dato da se stesse!

Di Stefania Nardi


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