Vaccino esavalente: ritirato in 19 Paesi ma non in Italia

Ago 06, 13 Vaccino esavalente: ritirato in 19 Paesi ma non in Italia

“Rischio di contaminazione batterica pericolosa” questa la motivazione del perché, in 19 paesi di tutto il mondo, è stato disposto il ritiro immediato del farmaco utilizzato per la vaccinazione esavalente dei neonati.

Si tratta di Infanrix Hexa, prodotto dall’azienda multinazionale GlaxoSmithKline e commercializzato anche in Italia: è comunemente chiamato esavalente, perché protegge i bambini da sei malattie: difterite, tetano, poliomelite, epatite b, haemophilus b e pertosse. Infanrix, appunto, è il farmaco somministrato dalle Asl italiane per l’adempimento dell’obbligo vaccinale.

La notizia del richiamo di questo farmaco non è stata diffusa nel Belpaese, perché l’Italia non fa parte degli stati in cui è in atto il provvedimento. Ma l’articolo che per primo ha denunciato il maxi ritiro, pubblicato dal farmacologo Roberto Gava sul sito informasalus.it, ha scatenato il panico di molti genitori che lo hanno postato su Facebook (oltre 10mila condivisioni in una giornata) e ha riaperto le discussioni sulla sicurezza, l’utilità e i rischi delle vaccinazioni pediatriche.

Spagna, Francia, Germania, Gran Bretagna, Canada, Belgio, Olanda, Grecia, Repubblica Ceca. Ma anche Slovacchia, Albania, Australia, Malaysia, Vietnam, Qatar, Romania, Libano, Brasile, Malta. Ecco tutti i paesi in cui sono stati richiamati d’urgenza alcuni lotti “a rischio contaminazione da bacillus cereus”.

foto-vaccino“Perché in Italia non succede nulla, né il ritiro, né una comunicazione ministeriale? La domanda posta provocatoriamente da Gava (autore di molti saggi contro l’obbligo vaccinale e sui danni da vaccino), viene ripresa da chi si preoccupa per i rischi che corrono i figli vaccinandosi: le Asl hanno ricevuto centinaia di telefonate da parte dei genitori che volevano essere rassicurati e pretendevano di sapere quale lotto del farmaco è stato utilizzato per vaccinare il proprio bambino. Stesso destino per il call center della Glaxo.

L’ufficio stampa del Ministero della Salute, contattato da ilfattoquotidiano.it, ha risposto con una breve nota scritta “In alcuni Paesi la Gsk ha proceduto ad un ritiro cautelativo di alcuni lotti di vaccino Infanrix Hexa avendo individuato un problema nella catena di produzione. I controlli fatti sui lotti ritirati hanno avuto esito favorevole. L’Italia, in ogni caso, non è interessata dal problema, perché i lotti in questione non sono stati commercializzati in Italia. Si sottolinea che il ritiro non è stato disposto dalle autorità (dei paesi interessati) a seguito all’emergere di problemi (ad esempio aumento delle reazioni avverse per quel vaccino), ma direttamente dalla ditta produttrice per controllarne la qualità: questo a testimoniare l’alto grado di attenzione che anche i produttori di vaccini dedicano ad essi”. Insomma, a ritirare il farmaco non sono stati gli Istituti di sanità, ma direttamente la GlaxoSmithKline.

Visto che il ministero nella sua nota ha fatto riferimento esclusivamente all’azienda produttrice, ilfattoquotidiano.it ha girato le domande direttamente alla Glaxo. Per quanto riguarda l’Europa, i vaccini sono prodotti tutti in Belgio, sono quindi infondate le voci che parlano di lotti prodotti anche in Italia. Si tratta di prodotti biologici con una serie di controlli fatti prima e durante la produzione, sia dall’azienda, sia, successivamente, dalle autorità sanitarie del Belgio in quanto paese produttore. Il nostro paese non ha ricevuto questi lotti.

foto-vaccino..Insomma, il Ministero minimizza, l’azienda assicura che si tratta semplicemente di una procedura autonoma (a sue spese) per evitare ogni minimo rischio. E tutti concordano sul fatto che per l’Italia non c’è alcun motivo di preoccuparsi. Ma Gava, nel suo articolo-denuncia, solleva il problema delle comunicazioni ufficialiCioè, il vaccino va benissimo e soddisfa tutti i requisiti di ottima qualità … eppure l’hanno fatto ritirare immediatamente. È difficile comprenderne il motivo. Vogliamo informazioni certe sulla sicurezza di questi farmaci dal Ministero”.

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di Elisabetta Coni


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