Autismo: aumentano i casi nell’USL1

Ott 15, 13 Autismo: aumentano i casi nell’USL1

Autismo: aumentano i casi nell’USL1. Aumentano i casi di persone affette da autismo nel territorio dell’Usl 1 del territorio di Belluno. Per questo l’Usl  ha steso un piano di intervento che prevede un percorso di diagnosi clinica, con la conseguente presa in carico dei pazienti. Ci sono in programma anche dei percorsi che prevedono la cura della persona adulta con disturbo autistico, grazie a progetti individualizzati abilitativi e di inclusione sociale. L’équipe sarà composta da un neuropsichiatra infantile, uno psicologo, un terapista della neuro psicomotricità dell’età evolutiva, un logopedista e un educatore.

Un momento nel quale approfittare per ricordare con vigore, che l’autismo non è una malattia, bensì una sindrome comportamentale causata da un disordine dello sviluppo, biologicamente determinato, che si manifesta nei primi tre anni di vita. Secondo recenti studi, le aree prevalentemente interessate da uno sviluppo alterato sono quelle relative alla comunicazione sociale e all’interazione sociale reciproca.

FOTO-AUTISMO-USL1Questo significa che bambini affetti da autismo avranno compromissioni qualitative del linguaggio anche molto gravi, fino a una totale assenza con conseguente incapacità di proferire parola, o interessi ristretti e comportamenti stereotipi e molto ripetitivi e manifesteranno un’incapacità o una difficoltà a sviluppare una relazione emotiva, sia con adulti sia con coetanei.

Autismo: aumentano i casi nell’USL1. Il difficile è diagnosticarlo nell’infanzia, soprattutto in bambini molto piccoli, ma, come spesso succede, prima si diagnostica, prima si può intervenire con terapie cognitive mirate. Non garantiscono la guarigione e la risoluzione definitiva del problema, ma può aiutare il rapporto tra i familiari e il bambino.

FOTO-AUTISMO-USL-bellunoL’incremento dei casi comunque è dovuto anche alla tempestiva diagnosi, possibile con tecniche e metodi diagnostici all’avanguardia. Trent’anni fa, invece, molti genitori non capivano cosa avesse il proprio bambino, ma neanche i medici potevano essere in grado di formulare una diagnosi precoce dell’autismo, facendo rientrare questi soggetti o nella disabilità intellettiva o nelle psicosi. Si doveva aspettare l’età scolare, l’adolescenza, o addirittura l’età adulta per scoprirlo, limitando di fatto le terapie da poter intraprendere.


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