Conservazione cordone ombelicale: domande e risposte

Dic 04, 13 Conservazione cordone ombelicale: domande e risposte

A cura di: Ufficio Stampa Sorgente

Chi può effettuare il prelievo di cellule staminali del cordone ombelicale? Cosa accade se la donna aspetta due gemelli? E se decide di partorire in casa? Sono tante le domande che avvolgono il processo di donazione cordone ombelicale. Ecco tutte le risposte alle principali questioni sul prelievo e sulla conservazione delle cellule staminali contenute nel cordone ombelicale.

Quali sono i vantaggi e i problemi derivanti dalla conservazione privata del cordone ombelicale?

Conservare privatamente il cordone ombelicale comporta il grande vantaggio di poter disporre immediatamente delle cellule staminali in esso contenute. La compatibilità di queste cellule con il bambino inoltre è da considerarsi totale. Il principale problema invece deriva dalla possibilità che la quantità di sangue raccolto, e in particolare il numero di cellule staminali contenute nel sangue, sia insufficiente in relazione al peso del ricevente. Tale insufficienza potrebbe incidere negativamente sulla riuscita del trapianto. La ricerca scientifica però scongiura questo rischio: tramite espansione è infatti ormai possibile aumentare le cellule staminali disponibili per il trapianto.

foto-cordone-ombelicaleQuali sono le figure professionali abilitate per effettuare il prelievo del sangue del cordone ombelicale?

Si tratta di solito di infermiere, ostetriche e medici ginecologi.

Partorire in casa e conservare le cellule staminali del cordone ombelicale: sono scelte che possono convivere?

Certamente. A voi basterà consegnare all’ostetrica che vi seguirà durante il parto in casa il kit di prelievo e la relativa documentazione sulla procedura da seguire per il prelievo, a sua volta consegnato a voi dalla banca del cordone ombelicale a cui vi siete rivolti.

Nel caso di due gemelli come si procede con la conservazione del cordone ombelicale?

Nessun problema! Se i gemelli sono omozigoti, ci troviamo di fronte ad una compatibilità del 100%; sarà pertanto sufficiente un unico prelievo. Se i gemelli invece sono eterozigoti, bisognerà invece procedere con un doppio prelievo e una doppia conservazione.

In caso di un’avvenuta necessità delle staminali conservate (per esempio da parte di un fratello) come si procede? Come si determina la compatibilità?

Determinare la compatibilità è un processo e come tale prevede diverse fasi. E’ bene sapere per prima cosa che l’istocompatibilità è ereditaria; pertanto le probabilità che il campione sia compatibile diminuiscono mano a mano che si riduce il grado di parentela tra donatore e ricevente. I genitori del bambino hanno una probabilità di compatibilità che si attesta al 50%; per i fratelli tale percentuale scende a circa il 25%.

Si procede così agli esami di tipizzazione HLA (Human Luekocyte Antigen). Una prima tipizzazione si può effettuare nel momento della crioconservazione, prelevando una piccola parte del sangue del cordone ombelicale, oppure successicamente, attraverso un normale prelievo di sangue. Si passa infine ad un’analisi del DNA e alla MLC (Mixed Linfocyte Culture), che indicheranno il definitivo grado di compatibilità.

Per maggiori informazioni: www.sorgente.com


Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

CAPTCHA * Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.