Conservazione, cosa fare per prepararsi

Apr 10, 13 Conservazione, cosa fare per prepararsi

A cura di Ufficio Stampa Sorgente

Quando una giovane coppia aspetta un figlio si trova davanti a scelte importanti e non sempre facili.

Una fra le altre, forse quella più altruista e generosa verso il neonato, è la conservazione delle cellule staminali.

Scegliere di conservarle è una decisione importante che va compiuta in maniera consapevole, con le giuste informazioni, bisogna selezionare la migliore struttura a cui affidare un bene così prezioso e, soprattutto, è fondamentale arrivare pronti al grande giorno. Vediamo come.

Innanzitutto, prima della firma del contratto con la biobanca scelta, è sempre bene verificare che questa offra standard di qualità molto elevati: ad esempio l’ottenimento della certificazione di qualità GMP (principale certificazione internazionale di qualità per quel che riguarda la conservazione delle cellule staminali) è sicuramente un ottimo requisito, così come la possibilità di un’assicurazione che garantisca il servizio anche in caso d’insolvenza o problemi finanziari della struttura.

foto-biobancaDopo aver concluso le pratiche contrattuali con la biobanca, bisognerà occuparsi del permesso all’esportazione delle cellule staminali, compilando i moduli forniti alla famiglia dall’ospedale prescelto per il parto. La biobanca invierà poi ai genitori un pacchetto informativo e il kit fondamentale per la raccolta contenente uno speciale contenitore all’interno del quale ci saranno tutti gli strumenti necessari al prelievo e alla corretta conservazione del sangue cordonale mentre viaggia sino alla biobanca.

Questo contenitore, infatti, è dotato di controlli elettronici che registrano la temperatura interna mostrandola sul termometro visibile all’esterno, in modo tale che il monitoraggio sia sempre possibile e costante. Alcune banche inoltre danno la possibilità di avere un tutor personale da contattare in ogni momento per chiarire dubbi e rispondere a qualsiasi domanda.

Il gran giorno è arrivato: bisognerà ricordarsi di portare in ospedale il kit per il prelievo che dopo la nascita del bambino servirà al personale medico per prelevare dal cordone ombelicale il campione di sangue necessario; la mamma sarà già molto impegnata, per cui sarà il papà a farsi carico di questa responsabilità.

Subito dopo la nascita anche se l’emozione sarà travolgente, bisognerà contattare la biobanca con una semplice telefonata, allora ci si potrà concentrare sulla nuova vita appena nata: sarà il personale della biobanca a quel punto ad occuparsi di tutto. Un corriere arriverà direttamente nella stanza della mamma e si occuperà della spedizione del campione al laboratorio. Qui, verrà sottoposto a diverse analisi di routine per verificarne la vitalità e il volume delle cellule. E’ solo dopo aver superato le analisi che il campione verrà preparato per la crioconservazione vera e propria.

Un certificato di crioconservazione che attesta la conservazione del campione negli speciali contenitori (biocontainers) a una temperatura di -196°C verrà spedito ai neo-genitori. Le cellule staminali si conserveranno per molti anni e, in caso di necessità per il bambino o per la famiglia, sarà possibile utilizzarlo richiedendo l’autorizzazione all’importazione al Ministero della Salute.

Per maggiori informazioni: www.sorgente.com


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