Disabili: un dentista per amico

Lug 23, 13 Disabili: un dentista per amico

Eugenio Raimondo è uno dei pochi odontoiatri in Italia a occuparsi della cura dentale dei pazienti con disabilità grave, difficili da gestire da mani poco esperte ed è anche il vicepresidente della Società Italiana di Odontostomatologia per l’Handicap.

Eugenio Raimondo proviene da una famiglia calabrese con sette fratelli, di cui una sorella con disabilità. Da qui, la decisione di diventare medico e di trasferirsi a Roma, senza poter disporre di tanti soldi, se non della pensione di invalidità della sorella. Ora, per restituire il prestito, si prende cura di lei e delle persone con disabilità.

foto-dentista-amicoChi non fosse a diretto contatto con il mondo della disabilità, non avrà mai pensato a come si curano i denti le persone con disabilità gravi, oppure le persone colpite da ictus, anziani con Parkinson o Alzheimer. Troppo spesso infatti, si presta attenzione alla patologia principale, trascurando ciò che si ritiene di minor importanza, per esempio, le cure dentarie … ma di differenze ce ne sono molte nella cura e nel trattamento dei denti, nei pazienti disabili e non disabili.

Così l’ambiente asettico degli studi dentistici lascia spazio, nelle cliniche specialistiche, a luoghi dove clowndottori giocano con i pazienti di tutte le età per conquistarne la fiducia. E non è difficile scorgere gli occhi di molti bambini, ragazzi e adulti con disabilità illuminarsi alla vista del dentista. Ma è solo apparenza, il gioco è solo un tramite per rendere l’ambiente una grande famiglia dove si scherza e si gioca, ma dove si diventa seri quando la visita deve procedere. Molti pazienti, anche solo per una igiene dentale infatti devono essere sedati. E per un’operazione addirittura addormentati. Ecco perché servono camere attrezzate, un’équipe di specialisti che coadiuvi l’odontoiatra nel suo lavoro, medici consapevoli delle patologie e non solo della scienza dentistica.

foto-dentista-amico.Queste equipe vanno formate e le università non preparano a questi trattamenti su pazienti speciali, affinché i futuri dentisti sappiano che non si tratta di una semplice estrazione, ma di un’operazione su una persona che ha già delle complicazioni di salute.

Ma i costi di questi servizi non gravano sulle famiglie, in quanto le strutture sono convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale così da ridurre al minimo le spese. Ovviamente comunque, se si potessero costituire piccoli centri con sala operatoria autorizzati a utilizzare anestetici ospedalieri in ambiente protetto, si ridurrebbero le spese anche per lo Stato.

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di Elisabetta Coni


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