Epidemia morbillo: cento casi in pochi mesi

Mag 30, 14 Epidemia morbillo: cento casi in pochi mesi

Epidemia morbillo: cento casi in pochi mesi. Allarme a Bologna, ove si riscontra una vera e propria epidemia di morbillo con ben centro casi – all’incirca – di morbillo, con una media di 1 contagio e ½ al giorno.

Un nemico che a Bologna ha colpito bambini, alcuni medici del policlinico Sant’Orsola-Malpighi e diversi studenti universitari, in particolare della facoltà di Medicina.

Un nemico sottovalutato il morbillo, che vede spesso snobbale le vaccinazioni ma che in particolare, in età adulta, può portare invece anche a complicazioni molto pesanti.

foto-morbilloUn’epidemia che al momento si è diffusa negli adulti – in particolare universitari – colpiti dal virus, che porta febbre alta e macchie rosate sulla pelle; un vero e proprio allarme, che vede i sanitari ed i massimi esperti già al lavoro, per tracciare una mappa del contagio.

E proprio il contagio è diventato ormai quasi ingestibile, tanto che gli esperti di igiene stanno cercando di capire chi è entrato in contatto con le persone infette, onde ricostruire a ritroso, il possibile percorso compiuto dal virus. E proprio a riguardo delle persone infette, per lo più è da sottolineare che queste, hanno un’età tra i 25 e i 44 anni e nella maggior parte dei casi, non sono vaccinati, o per così dire vaccinati a metà, ossia non hanno fatto anche il secondo ciclo di vaccinazione, essendo così più esposti all’infezione.

Proprio in virtù di questo, gli esperti suggeriscono, in queste ore, la vaccinazione anti-morbillo (vaccinazioni che ricordiamo essere peraltro state protagoniste nei giorni scorsi del servizio dell’ultima puntata de “Le Iene”) ma non è tutto, perchè non è da escludersi che a breve, sia chiesto all’Università di contattare gli studenti di corsi, considerati a rischio, onde esortarli proprio alla vaccinazione.

Epidemia morbillo: cento casi in pochi mesi. Un’epidemia, che comunque da diversi mesi interessa anche i bimbi, come ha spiegato il professor Filippo Bernardi, direttore del pronto soccorso pediatrico del Sant’Orsola, con sintomi quali febbre alta e raffreddore, a seguire dei quali, dopo alcuni giorni compaiono le eruzioni cutanee; sintomi che se non riconosciuti subito, fanno proseguire il contagio!

foto-allarme-morbilloInsomma, secondo gli esperti non bisogna abbassare per così dire la guardia e proprio a riguardo il laboratorio di Microbiologia del Sant’Orsola e la Sanità pubblica dell’Ausl sono incessantemente al lavoro! Ma ecco le parole del professor Bernardi, che spiega:

“Ogni malattia ha un momento di epidemia” ed ha proseguito “La malattia non va sottovalutata perché può comportare complicazioni, anche a distanza di anni, per cui ora è importante cercare le concause che hanno fatto esplodere il problema».

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di Mamma Melacotta


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