Genitori rifiutano vaccino: tolti 4 mila euro al pediatra

Ago 26, 13 Genitori rifiutano vaccino: tolti 4 mila euro al pediatra

Un articolo di pochi giorni fa, tratto da “La voce do Romagna“, ci porta a conoscenza di un fatto davvero sconcertante.

In pratica un pediatra, il dott. Aldo Metalli, ha espresso il suo giudizio riguardo ad una decurtazione dal suo stipendio di 4mila euro: decurtazione dovuta alla mancata somministrazione del vaccino da parte di 79 bambini su 1070, un numero che non ha soddisfatto lo scaglione economico imposto dall’Ausl di Rimini in accordo con il sindacato dei pediatri.

foto-soldiA tale decurtazione molti medici hanno protestato, tra cui appunto il dott. Metalli, che esercita a Verucchio, il quale si è visto decurtare dalle buste paga di agosto-novembre dai 4mila ai 4mila e 500 euro, questo dovuto al rifiuto al vaccino nel 2012. Il dott. Metalli, in questa intervista, parla di una penalizzazione proprio per il mancato raggiungimento dell’obiettivo imposto dall’Ausl di Rimini, obiettivo che, come sottolinea il pediatra, è molto difficile da raggiungere in una zona piccola come quella di Verucchio.

Questo rifiuto alla vaccinazione da parte di alcuni genitori, può portare ad un evidente contrasto tra pediatra e famiglia: medico che, come afferma ancora il dott. Metalli, può anche chiedere ai suoi pazienti di rivolgersi ad un altro medico, pur di raggiungere il famigerato obiettivo, cosa oggettivamente difficile da comprendere.

foto-articolo-autismoIl vaccinoincriminato è quello definito esavalente che comprende la difterite, il tetano e l’antipolio.

Il dott. Metalli ci tiene a sottolineare che non ha mai rifiutato alcun paziente che non volesse sottoporre a tale vaccino il proprio bambino, ma cerca di comprendere come l’Ausl possa definire un obiettivo da raggiungere in un ambito delicato come può essere la vaccinazione. Ciò potrebbe giustificare, come alcuni pediatri preferiscano non avere “certi pazienti”, considerandoli una sorta di palla al piede, preferendo allontanarli … è davvero così? E’ davvero questo il motivo?

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di Anna Chianese


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